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Papa nella parrocchia di S. Maddalena di Canossa: Gesù ci aspetta sempre

Il Papa tra i ragazzi della parrocchia di S. Maddalena di Canossa - ANSA

Il Papa tra i ragazzi della parrocchia di S. Maddalena di Canossa - ANSA

L’amore di Gesù per l’uomo, le chiacchiere che distruggono il cuore, l’ascolto dell’altro: sono alcuni temi affrontati dal Papa durante la visita, nel pomeriggio di questa domenica, nella Parrocchia romana di Santa Maddalena di Canossa, nella Borgata Ottavia, alla periferia Nord della capitale. Francesco ha incontrato tutta la comunità, ha dialogato con bambini e ragazzi, ha pregato con gli ammalati e confessato alcuni fedeli prima di presiedere la Santa Messa. Il servizio di Massimiliano Menichetti:

Il dialogo con i ragazzi
“Il Papa è arrivato a Ottavia Lucchina, a Santa Maddalena! (acclamazioni, suono campane - canto) Un applauso a Papa Francesco!”.

I canti, la gioia dei bambini e dei ragazzi hanno accolto il Papa nel campo sportivo e, in uno scambio continuo di sorrisi, il dialogo è iniziato con la domanda di Elisabetta:

“Caro Papa Francesco, quando è iniziato il tuo primo incontro con Gesù?”.

Il Papa ribalta la domanda e ribadisce che è “Gesù che si è avvicinato prima”:

“Gesù sempre viene incontro a noi. E se tu vedi venire Gesù da questa parte e fai un po’ lo sciocco e guardi dall’altra, Gesù se ne va?".

Bambini:
"No! Ti aiuta!".

Papa Francesco:
"Forte!".

Bambini:
"No!".

Papa Francesco:
"Ti prende per l’orecchio e ti fa così?".

Bambini:
"Nooo! Ti fa capire quello che hai sbagliato!".

Papa Francesco:
"Ecco, ti parla al cuore, ti fa capire cos’è l’amore e se tu non vuoi sentirlo, cosa fa? Se ne va? Rimane. Rimane lì. Ha pazienza. Gesù aspetta sempre".

Mi è sempre piaciuto essere sacerdote 
Patrizio chiede a Francesco se gli piace essere Papa o preferiva essere semplice sacerdote. Non servono “soldi” e non si “studia per questo”, risponde tra il divertimento dei presenti; poi porta l’esempio di San Pietro e dice: “Ha rinnegato Gesù, fu un peccato grave, ma Dio lo ha scelto”:

“Ma a me piace, e mi piaceva anche quando ero rettore della facoltà e anche parroco, tutti e due: mi piaceva tanto. Mi piaceva anche fare scuola di catechesi, la Messa ai bambini … mi piaceva. Sempre, essere sacerdote è una cosa che a me è piaciuta tanto”.

Chiacchiere come bombe 
Francesco richiama tutti all’impegno per gli altri, alla costruzione della pace, a diffondere l’amore, a riconciliarsi “prima che finisca il giorno” se c’è stata una lite. Le parolacce non sono belle - ammonisce - “mai una bestemmia”. Poi a Sara, che domanda cosa lo spaventa e gli fa paura, risponde: “Quando una persona sceglie di essere cattiva” e poi le chiacchiere che ci sono, anche “in Vaticano”, e sono come le “bombe” lanciate dai “terroristi” che poi scappano:

“Le chiacchiere distruggono: distruggono. Distruggono una famiglia, distruggono un quartiere, distruggono una parrocchia, distruggono tutto. Ma soprattutto, le chiacchiere distruggono il tuo cuore”.

Il Papa e la Tv
“Sono stati tanti” i momenti belli della vita - risponde ad Edoardo - ricordando quando da bambino andava allo stadio con il papà e la mamma. Poi, incontrare gli amici, pregare in silenzio, “leggere la Parola di Dio”. Tutti ridono quando dice che vedersi in  tv non gli piace:

“No, non mi piace: la tv mi fa brutto! [ride, ridono] Hai visto che la tv ti cambia la faccia? Ti fa un po’ … non come sei … no, a me piacciono direttamente le cose. Quello non mi piace: è perdere tempo”.

Poi il Papa gira la domanda e chiede ai bambini se anche loro abbiano momenti belli nella vita e tutti rispondono in coro: “Oggi”. E Francesco scoppia a ridere con loro.

Grazie alle catechiste
Ringrazia le catechiste per il loro lavoro e con una parola le abbraccia tutte:

“Cosa sarebbe la Chiesa senza di voi! Voi siete pilastri nella vita di una parrocchia, nella vita di una diocesi”.

Saper ascoltare
A Camilla risponde sulla tecnologia, che permette di comunicare ma pone problemi di dialogo, ribadendo che oggi, nell’era dei telefonini, “una delle malattie più brutte è la poca capacità di ascolto”. Poi evidenzia che quando si va a trovare un malato non bisogna sommergerlo di parole:

“Quando tu vai a visitare un malato, stai zitto. Dagli un bacio, accarezzalo, una domanda: 'Come stai?', e lascialo parlare. Ha bisogno di sfogarsi, ha bisogno di lamentarsi, ha bisogno anche di non dire nulla ma di sentirsi guardato e ascoltato. La lingua al secondo posto”.

Il dialogo liquido degli smartphone
La sfida quindi è dialogare, dopo l’ascolto:

“E dall’ascolto al dialogo. E anche al dialogo concreto, perché questo che si fa con il telefonino è virtuale, è liquido, non è concreto. La concretezza del dialogo: questo è molto importante”.

L’abbraccio con anziani e ammalati
Poi lo spostamento nel teatro della parrocchia per il saluto ai genitori e neonati battezzati durante l’anno. Toccante l’abbraccio con gli anziani e in particolare con gli ammalati, incontrati nel Salone:

“Vi ringrazio di essere qui. Vi prometto di pregare per voi, e anche dirvi semplicemente che la malattia è una croce – voi lo sapete – ma la croce è un seme di vita e portandola bene si può dare tanta vita a tante gente che noi non sappiamo”.

“Vi sono vicino”, dice, “vi chiedo di pregare per me”:

“Che il Signore mi dia vita spirituale, che mi faccia buono, che mi faccia un buon sacerdote per il servizio agli altri. Mi affido alle vostre preghiere”.

Dopo l’incontro con i collaboratori della pastorale, ha confessato alcuni fedeli. Quindi ha presieduto la Santa Messa.

Gesù si è annientato per salvarci
Riferendosi al Vangelo della domenica, Francesco parla del volto trasfigurato, “luminoso e brillante di Gesù”, ma anche del volto del dolore della Croce. “Gesù si è annientato per salvarci”, si è “fatto peccato”:

“Noi siamo abituati a parlare dei peccati altrui: che cosa brutta … Invece di parlare dei peccati altrui, non dico di farci peccato noi, perché non possiamo, ma di guardare i nostri peccati e Lui, che si è fatto peccato. E questo è il cammino verso la Pasqua”.

Dio perdona sempre
Il Papa dunque invita a guardare i due volti del Salvatore ed a contemplarli per essere incoraggiati nella vita:

“Ci incoraggi ad andare avanti nel cammino della vita, nel cammino della vita cristiana. Ci incoraggi a chiedere perdono per i nostri peccati, a non peccare tanto. Ci incoraggi soprattutto ad avere fiducia, perché se Lui si è fatto peccato è perché ha preso su di Lui i nostri. E Lui è disposto sempre a perdonarci; soltanto, dobbiamo chiederlo”.

"Grazie per la calorosa accoglienza, andate avanti con gioia", dice Francesco fuori della parrocchia; poi la preghiera alla Vergine e la benedizione, quindi, tra gli applausi, il rientro in Vaticano.