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Renzi a Torino: serve unità per riscrivere il progetto del Paese

Renzi alla convention del Pd a Torino - REUTERS

Renzi alla convention del Pd a Torino - REUTERS

Renzi chiude la tre giorni al Lingotto di Torino in vista delle primarie: unità e futuro, le due parole chiave del suo discorso.  Forte il monito a chi ha tentato di distruggere il Pd: si mettano il cuore in pace - dice Renzi - c’era prima e ci sarà dopo di noi. Sul palco della convention democratica anche il presidente del Consiglio Gentiloni e i ministri dei Trasporti e dell’Istruzione. Il Capo del Viminale, Minniti, afferma: Renzi ha una leadership forte. E’ giovane e si può correggere, ma stop alla sinistra che uccide i figli. Cecilia Seppia

Le parole dell’ex premier alla convention di Torino guardano al futuro e mirano a tracciare una strada nuova dove poter riscrivere il progetto di un Paese arrabbiato e stanco. Qualcuno, dice Renzi, ha provato a distruggere il Pd facendosi largo in un momento di debolezza, innanzitutto mia, ma ha sottovalutato la solidità e la forza che ci sono nel partito indipendentemente dalla leadership. Renzi rivendica l’importanza del confronto e della vicinanza con gli ultimi perché afferma, questa è la sinistra. Parla di sanità e vaccini e della Fiat, ma non quella di Marchionne piuttosto quella degli operai di Melfi e Mirafiori; poi richiamando i fatti di ieri a Napoli, condanna il comportamento del sindaco de Magistris e ammonisce: non possiamo fare alleanze con chi non rispetta la legalità. Largo ai giovani nel discorso conclusivo in vista delle primarie: sono linfa vitale e hanno le idee, pazienza se ci rottameranno –ribadisce l’ex premier - che non dimentica gli anziani, riferimento indispensabile a livello elettorale. Forte l’invito all’unità e a fare comunità cosicché possa vincere il dialogo piuttosto che l’affermazione di un principio, ma c’è bisogno anche di leadership. Dal Teatro Eliseo di Roma, l’altro candidato alla segreteria dem Andrea Orlando, spinge per una larga alleanza che possa battere la destra. Con Orlando si schiera il governatore del Lazio, Zingaretti. Il ministro dei Trasporti Delrio sostiene Renzi, e lo paragona a Maradona: "senza di lui i napoletani giocavano ma non vincevano lo scudetto". Non mancano le critiche dagli esponenti di Ncd alle parole di Renzi. Immediata la replica del Movimento 5 Stelle dopo la provocazione di Renzi a rinunciare all’immunità. Il grillino di Maio da Twitter risponde: è il Pd che ha problemi a farsi giudicare, nascondendo intercettazioni e avvisi di garanzia: il riferimento è ai problemi giudiziari che hanno coinvolto il padre di Renzi.