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L'Olanda si prepara alle parlamentari, ma è polemica con Ankara

Wilders e Rutte - AP

Wilders e Rutte - AP

Alla vigilia delle legislative di mercoledì prossimo, in Olanda non accennano a diminuire le tensioni con la Turchia, dopo la decisione del governo di Mark Rutte di impedire al volo del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, di atterrare a Rotterdam, dove il diplomatico avrebbe dovuto tenere conferenze a favore del referendum che il prossimo mese dovrà decidere se la Turchia passerà o no al sistema presidenziale. Quasi nelle stesse ore, l’auto della ministra per le politiche sociali e familiari di Ankara, Fatma Betul Sayan Kaya, veniva bloccata dalle autorità olandesi mentre cercava di raggiungere via terra la medesima località. Un comportamento giudicato “vergognoso” dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. In questo clima, la sfida alle parlamentari si gioca tra il Partito liberale del premier Rutte, accreditato di 23-27 seggi sui 150 della camera bassa, e il Partito per la libertà dell’euroscettico Geert Wilders, che dovrebbe guadagnare tra i 19 e i 23 seggi. Giada Aquilino ha intervistato Antonio Villafranca, responsabile del programma Europa dell’Ispi:

R. – Sono elezioni che stanno catalizzando l’attenzione internazionale per questa fiammata nelle relazioni tra Ankara e L’Aja, in merito proprio alla questione del referendum in Turchia. Nella campagna elettorale che si sta svolgendo in Olanda, c’è un primo ministro che si ricandida ma in una situazione di enorme frammentazione del sistema partitico locale. In pratica, non si capisce chi dovrebbe arrivare primo: se sarà l’ultranazionalista Wilders o se sarà il partito di Rutte. In ogni caso si andrà comunque verso una coalizione di governo. Allora, in una situazione così confusa, lo stesso primo ministro Mark Rutte sta cercando di creare consenso proprio a partire dalla questione della visita poi negata al ministro turco. Al momento, quello che sembra ne stia beneficiando di più è però Wilders, il leader dell’estrema destra che soffia sul sentimento anti-islamico molto forte in Olanda, un Paese in cui – ricordiamo – ci sono stati eventi drammatici come l’uccisione del regista Theo van Gogh.

D. – Perché questa netta posizione nei confronti della Turchia?

R. – Questa decisione è stata presa anche da altri Paesi del Nord Europa e al momento sta spaccando l’Europa: purtroppo, ancora una volta, l’Unione Europea non dà prova di unità. D’altra parte, questo è anche un cavallo di battaglia che sta utilizzando Erdogan per cercare di raccogliere voti in giro per l’Europa, visto che gli ultimi sondaggi non danno una scontata vittoria per il “sì” al referendum che trasformerebbe la Turchia in una Repubblica presidenziale.

D. – Il voto in Olanda potrebbe essere l’ennesimo capitolo di quell’avanzata dei partiti della destra populista, euroscettici e che cavalcano la paura dei migranti, come è avvenuto in altri Paesi d’Europa dove sono crollati i consenti per i partiti tradizionali?

R. – Questo è ciò che si teme, il motivo per cui il voto olandese sta catalizzando così tanto l’attenzione in Europa, a prescindere poi dall’incidente con Ankara. I sondaggi fino a una decina di giorni fa dicevano che il partito di Wilders, che è una forza anti-establishment, potrebbe rappresentare il primo partito. Non dovrebbe riuscire comunque a formare un governo, perché molti altri partiti si sono detti indisponibili a una coalizione di governo con il partito di Wilders. Ma non c’è dubbio che è il segnale politico che arriverà dall’Olanda ad essere importante: se il partito di Wilders, appunto, fosse il primo partito in Olanda è ovvio che sarebbe un segnale politico forte nei confronti degli altri movimenti euroscettici, nazionalisti, populisti in giro per l’Europa.

D. – Un altro aspetto di queste elezioni è il conteggio dei voti a mano, per paura di incursioni di pirati informatici russi…

R. – C’è un’attenzione ormai nel mondo che è sempre più netta verso quelli che, appunto, sono attacchi cyber, da qualunque parte possano arrivare, non solo da parte russa. Quindi è evidente che ci si cerchi di tutelare rispetto ad attacchi di questo tipo; ma va anche circoscritta la questione, nel senso che noi tutti ci aspettiamo che in prossimità delle elezioni vengano fatti dei controlli molto serrati. Ma il fatto che comunque in Olanda ci sia un governo essenzialmente di centrodestra - e che cerca anche di porsi su posizioni di estrema destra per "grattare" dei voti a Wilders - fa sì che vengano maggiormente enfatizzate pure le questioni legate a eventuali cyber-attacchi da parte della Russia.