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Etiopia: tragedia nella discarica, in 72 sotto una frana di rifiuti

Etiopia: tragedia nella discarica - AFP

Etiopia: tragedia nella discarica - AFP

Tragedia della povertà e della disperazione in Etiopia. E’ salito a oltre 70 morti il bilancio delle vittime della frana di rifiuti in una grande discarica alla periferia di Addis Abeba. Tre giorni fa i detriti hanno travolto una trentina di fatiscenti abitazioni gremite di famiglie. I soccorritori sono ancora alla ricerca dei dispersi, circa 150 le persone che abitavano nelle baracche distrutte, in maggioranza donne e bambini. Stefano Leszczynski ne ha parlato con Giacomo Spigarelli, responsabile dei progetti per l’Etiopia del Vis, il Volontariato Internazionale per lo Sviluppo:

R. -  Noi lavoriamo proprio nel quartiere dove è avvenuta la tragedia, in collaborazione con la missione dei salesiani di Don Bosco. La tragedia purtroppo ha coinvolto anche parte dei nostri studenti e oggi è tutto chiuso, la scuola è chiusa, perché si sta rispettando il lutto e perché purtroppo si continua ancora a cercare tra la frana di rifiuti.

D.  – Chi sono esattamente le persone morte nella discarica e, soprattutto, che continuano a frequentare la discarica per sopravvivere?

R. – Donne e bambini: sono loro che sono i principali responsabili delle attività di ricerca, di riciclo, fra i rifiuti. Purtroppo nel momento della frana anche madri con bimbi appena nati erano presenti nella zona e hanno perso la vita con tutte le persone che erano andate a trovare un'altra mamma con un bimbo, rimasta sepolta con sette persone che erano andate a trovare il bimbo appena nato. Le proporzioni della tragedia sono enormi, anche perché, purtroppo, chi ci ha rimesso sono ancora una volta i più vulnerabili, i bambini e le donne.

D.  – Quali sono le condizioni di vita in questi quartieri che crescono intorno alla discarica?

R. – Le condizioni igienico-sanitarie sono pessime. Le abitazioni sono case fatte in legno e fango. Alcune in lamiera, chi se lo può è permettere, perché la lamiera è già un lusso. Sono veri e propri slum, che nascono in prossimità di questa zona proprio per poter recuperare quello che si può dalla discarica.