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Funerali mons. Barbarito. Becciu: una vita per la Chiesa e il Papa

Mons. Barbarito - RV

Mons. Barbarito - RV

“Una vita conformata all’amore per la Chiesa e per il Papa”. Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato ha ricordato così questa mattina mons. Luigi Barbarito, arcivescovo e nunzio apostolico, spentosi nella notte tra l’11 e il 12 marzo a Pietradefusi, in provincia di Avellino. Lo ha fatto durante le esequie celebrate nella chiesa di Sant’Ippolisto ad Atripalda, comune campano che ha dato i natali al presule nato nel 1922, definito “fine diplomatico” e “zelante pastore”.. 

Il cordoglio del Papa
Facendosi portavoce del saluto e del cordoglio del Papa, espressi anche da un telegramma a firma del segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, letto ad inizio celebrazione, mons. Becciu ha fatto memoria del bene ricevuto negli anni in cui fu collaboratore di mons. Barbarito a Londra.

Ordinato giovanissimo, fu nunzio apprezzato in tutto il mondo
Nella capitale inglese infatti il presule fu nunzio apostolico molto apprezzato dalla regina e si distinse per la sua spiccata capacità diplomatica contribuendo a rafforzare i rapporti con la Chiesa anglicana. Durante le esequie, il sostituto della Segreteria di Stato ha ricordato la giovane vocazione di mons. Barbarito ordinato sacerdote a soli 22 anni su dispensa di Pio XII e poi vescovo nel 1969 dal Beato Paolo VI che lo volle nunzio ad Haiti. “Da lì seguirono altre impegnative sedi”, come Senegal, Niger, Burkina Faso, Capo Verde, Mali, Mauritania, Gunea Bissau, Australia e il già citato Regno Unito: Paesi che il prelato servì ed amò – ha detto mons. Becciu – “con l’animo del figlio del meridione d’Italia e dell’uomo di Chiesa che vede e valuta tutto nella prospettiva di Cristo”. 

Risurrezione è “camminare in una vita nuova”
“Per noi che abbiamo ricevuto la missione di rappresentare il Papa in Paesi lontani e distanti dalla terra natìa – è stato un passaggio dell’omelia -  è importante attingere alle radici della fede, fare memoria del Battesimo e rinnovarlo sempre”. Nel Battesimo si risorge in Cristo e – ha aggiunto mons. Becciu – “la nostra resurrezione consiste nel camminare in una vita nuova, libera dalla vecchiaia del peccato”, “ringiovanita” dalla grazia di Dio con “gli atteggiamenti di bontà, misericordia, mitezza”, propri di Gesù.

Un animo buono, paterno, sincero
“Mons. Barbarito  aveva un animo buono, paterno, trasparente, sincero”, generoso, intelligente e di avvincente cultura”. Degno di nota il suo spendersi nel Secondo Dopoguerra in favore di una rinascita morale e sociale, concretizzatosi – ha rammentato il  Sostituto della Segreteria di Stato - nel suo impegno nell’Azione Cattolica, nelle Acli, nel giornalismo e in politica. A suggello del costante amore per Atripalda c’è la scelta del presule, assistito fino agli ultimi istanti di vita dall’amorevole cura delle Suore Francescane Immacolatine di Pietradifusi, di essere sepolto in una cappella laterale della chiesa di Sant’Ippolisto. (a cura di Paolo Ondarza)