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Nigeria. Vescovi: mai così tante violenze dalla guerra civile

Soldati nigeriani - AP

Soldati nigeriani - AP

La lacerazione che incide la carne della convivenza civile si chiama Boko Haram, ma non solo. Troppo anni di barbarie, di eccidi, di violenze settarie, di insofferenze sotterranee esplose in scontri sanguinosi hanno cambiato il volto della Nigeria, notano con preoccupazione i vescovi della nazione africana. “Dalla fine della tragica guerra civile (1967-1970), in nessun momento della storia del nostro amato Paese, la questione della cittadinanza è stata soggetta ad una prova così dura”, scrivono i presuli nella dichiarazione intitolata “La nostra dignità, la nostra nazione e la nostra cittadinanza”, come riferisce l’agenzia Fides.

Boko Haram e altre tragedie
“Stiamo vedendo – aggiungono – la proliferazione e la diffusione, in diverse aree, di milizie etniche e della loro crescente violenza distruttiva contro la comunità. Stiamo assistendo alla crescita di politiche identitarie con la nostra gente che si ritira nel seno dell’etnicità”, afferma il documento. Citando le violenze dei miliziani di Boko Haram, i vescovi nigeriani affermano che “si sta perdendo il senso della sacralità della vita umana”, ma sulla contabilità dei drammi pesa, dicono, anche l’uccisione di centinaia di sciiti a Zaria nel dicembre 2015 o gli omicidi nello Stato di Kaduna meridionale, come pure gli scontri tra pastori e agricoltori che hanno provocato migliaia di morti.

Rafforzare la credibilità delle istituzioni
Pur elogiando il governo per l’impegno nella lotta contro gli uomini di Boko Haram, i presuli nigeriani ritengono che “non ci sono ragioni per credere che non si stiano raggruppando, né si può escludere la loro evoluzione in qualcosa di forse ancora più letale, visto che continuiamo a vedere i loro massacri di cittadini innocenti”. Infine, i vescovi raccomandano di rafforzare la credibilità delle istituzioni, di potenziare il sistema educativo, di adottare politiche per ridurre le ingiustizie socio-economiche e di rispettare i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, ad iniziare dalla libertà religiosa. (A.D.C.)