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Venezuela: scoppia la guerra del pane, farmaci al mercato nero

Persone in fila per il pane a Caracas - AFP

Persone in fila per il pane a Caracas - AFP

In Venezuela è scoppiata la guerra del pane. Nella crisi economica che sta devastando il Paese, con una inflazione che supera l’800%, adesso manca anche l’alimento base dei più poveri. Il presidente Maduro accusa i panettieri di aver ordito un complotto: così, una decina di fornai sono stati già arrestati e le loro panetterie espropriate. In realtà, c’è un crollo delle importazioni di cereali. Alla crisi del pane si aggiunge l'assenza di farmaci, reperibili solo al mercato nero e ad altissimo prezzo: l'emergenza sanitaria sta toccando livelli drammatici. Stefano Leszczynski ha sentito Edoardo Leombruni, medico  e presidente dell'Associazione Latinoamericana in Italia che organizza la raccolta di farmaci per i più poveri in Venezuela:

R. – Anni di politiche che probabilmente definiremmo “scellerate” hanno costruito quella che oggi è un’emergenza, un caos: un caos sanitario, tant’è che il 90 percento dei bisogni dei farmaci in quel Paese del Sud America non è ormai più gestibile. Manca il 90 percento delle richieste farmacologiche in Venezuela.

D. – Mancano medicinali; la povertà è in aumento; l’inflazione è schizzata a oltre l’800 percento: era al 70 percento soltanto all’inizio del 2016. Cosa significa per un Paese così trovarsi all’improvviso senza medicinali, dottore?

R. – La gente è disperata! Riceviamo centinaia di mail e di telefonate da parte di persone che ci pregano di poterle aiutare in qualunque maniera con i farmaci. Non hanno la possibilità di acquistarli e nemmeno di riceverli in forma gratuita, se non con quei pochi canali che in qualche modo noi come associazione latinoamericana in Italia e il nostro grande, come diciamo in spagnolo “aliado” - il programma di aiuto umanitario per il Venezuela - ci permettono. La gente è disperata! Purtroppo abbiamo due tipi di problematiche: la prima riguarda le patologie acute, che sono quelle che voi potrete immaginare e per le quali tutti quanti soffriamo: malattie cardiovascolari, neurologiche e oncologiche. Però ci sono anche una serie di malattie – le cosiddette malattie infettive – che purtroppo creano delle epidemie importanti nel Paese. E in questo caso abbiamo difficoltà a poter aiutare. Poi ci sono le malattie croniche: immaginate questa stessa problematica nel paziente pediatrico o peggio ancora in un’altra fascia di popolazione che soffre molto: gli anziani.

D. – Dottore, da medico cosa pensa che serva in questo Paese; e soprattutto come reagite voi a questa emergenza? Cosa riuscite a fare? Siete in contatto con degli ospedali, con delle strutture istituzionali?

R. – In qualche modo tendiamo ad inviare farmaci alle stretture sanitarie o alle organizzazioni che assolutamente ci garantiscono che il farmaco sia donato in forma gratuita, e soprattutto che non possa in nessun modo partire in un’altra forma di corruzione nel Paese, che è la vendita nel mercato nero.