Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

App:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Italia

Parte in Italia il nuovo servizio civile per 50 mila giovani

Il sottosegretario Bobba con le delega al servizio civile - RV

Il sottosegretario Bobba con le delega al servizio civile - RV

Sono quasi 50 mila i giovani volontari che, secondo una stima, quest'anno verranno avviati al servizio civile. "Le risorse a disposizione per il 2017, sono 257 milioni di euro” dice il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali Luigi Bobba. Alessandro Guarasci:

Negli anni ’80 il servizio civile era visto principalmente come un modo per non fare il servizio militare obbligatorio. Vi si rifugiavano tanti che si consideravano pacifisti o che comunque pensavano che si potesse essere utili al paese anche senza fare la naja. Poi nel ’98 la nascita dell’ufficio per il servizio civile, e nel 2010 si cominciò a parlare di riforma. Dal 2001 al 2013 ne hanno usufruito quasi 300 mila ragazzi. Ora si guarda oltre, con una legge che introduce uno strumento universale, aperto a tutti i giovani che chiedono volontariamente di fare il servizio. Il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba:

“Avrà una durata variabile tra otto e 12 mesi e una base minima di 25 ore settimanali. Potrà anche essere svolto per una parte - due o tre mesi – in un’associazione o in un Comune gemello che voglia fare un’esperienza di servizio civile insieme ad un giovane italiano in altro Paese dell’Unione Europea”.

L’obiettivo è formare giovani che possano anche essere di supporto allo stato sociale, impegnarsi in progetti a favore delle fasce più deboli. Ad esempio, alcuni di loro hanno dato informazioni ai pellegrini durante l’Anno della Misericordia. Edoardo Patriarca, presidente del Centro del Volontariato:

“Abbiamo, intanto, una programmazione triennale che definirà un po’ gli orientamenti generali e quindi significherà che gli enti potranno orientarsi su tempi un po’ più lunghi e non invece come succedeva fino ad oggi, anno per anno. Quindi, la possibilità di costruire progetti che abbiano un po’ di respiro e quindi impegno dei giovani in attività che abbiano un senso, un significato, non saltuarie”.

Una possibilità di crescita anche per i giovani che vi aderiscono. Lo scorso anno il servizio civile è stato collegato a Garanzia Giovani, il piano del governo per i ragazzi che né lavorano né studiano. Ancora Bobba:

“Abbiamo visto che il servizio civile ha funzionato come leva per spingere questi giovani verso un percorso professionale: più di un terzo ha trovato lavoro sei mesi dopo aver finito il sevizio civile e un altro 14 percento ha ricominciato a studiare, cioè si è rimesso in un percorso formativo”.

Eppure fino a qualche anno fa i governi che si sono succeduti hanno investito poco o nulla sul servizio civile. Sentiamo Patriarca:

“Soprattutto negli anni che vanno dal 2006 al 2013 questo strumento è stato sottovalutato e dimenticato a tal punto che nel 2012 per mancanza di risorse partirono soltanto, se ricordo bene, 12-13 mila ragazzi. Questo rilancio che è stato fatto con la legge delega sul terzo settore, con questo decreto legislativo, è un rilancio importante perché se si parla di giovani è bene farlo concretamente, offrendo loro una grande possibilità di un’esperienza, l’unica che lo Stato offre oggi a livello nazionale”.