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Iraq. Verso ritorno dei Gesuiti. Sako: sarebbe una benedizione

Il patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako - AFP

Il patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako - AFP

Si fa più concreta la possibilità di un ritorno dei Gesuiti in Iraq, Paese dal quale mancano dal 1969, quando, dopo il nuovo colpo di Stato che portò al potere il partito nazionalista Baath (appoggiato dai sunniti), furono costretti a partire. Lo scorso 6 gennaio infatti, riferisce l’Osservatore Romano, a Bagdad si è svolto un  incontro tra il patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako e padre Dany Younes, provinciale gesuita del Prossimo Oriente. I due hanno convenuto sulla bontà della proposta fatta da padre Younes: ovvero tornare nel Paese del Golfo per riprendere una presenza iniziata nel 1932, anno dell’indipendenza dall’amministrazione britannica iniziata nel 1920.

Patriarca Sako: ritorno Gesuiti sarebbe benedizione per Iraq
Il patriarca caldeo Sako ha definito una tale eventualità “una benedizione per l’Iraq e soprattutto per i cristiani. I Gesuiti hanno formato generazioni di iracheni nelle loro scuole. Il piccolo gregge cristiano in Iraq ha bisogno della loro presenza e del loro appoggio spirituale, pastorale e culturale. In questo senso sono benvenuti”. Secondo il patriarca Sako la Compagnia potrebbe riprendere il posto che aveva, prima di essere cacciata, nell’ambito dell’istruzione della società irachena.

Dal 2014 impegno del Jesuit refugee service ad Erbil
Dunque l’ambito di servizio dei Gesuiti in Iraq potrebbe allargarsi oltre l’impegno ricoperto dal 2014 attraverso il Jesuit refugee service di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il patriarcato si è detto favorevole anche alla restituzione dei beni confiscati alla Compagnia al momento dell’espulsione dal Paese e da allora gestiti dalla Chiesa caldea.

I Gesuiti in Iraq offrirono istruzione a tutta la popolazione
Dagli anni trenta, con lo scopo di offrire alle comunità cristiane un’alternativa alle scuole governative di matrice islamica, quattro gesuiti provenienti dagli Stati Uniti fondarono il Baghdad College, scuola superiore che accoglieva ragazzi di tutte le confessioni cristiane ma anche musulmani ed ebrei. Poi fu la volta della creazione, nel 1956, della Hikma University dove si insegnava, anche alle ragazze, economia, fisica e ingegneria. Quando i gesuiti lasciarono l’Iraq il Baghdad College contava  1100 studenti, dei quali il 70% musulmani. (A cura di Paolo Ondarza)