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Elezioni in Bulgaria: testa a testa fra centrodestra e socialisti

Alcuni cartelli della campagna elettorale in Bulgaria  - AFP

Alcuni cartelli della campagna elettorale in Bulgaria - AFP

In un clima di frammentazione politica la Bulgaria va al voto, questa domenica, per le elezioni legislative. Un voto anticipato, l’ennesimo nel corso degli ultimi quattro anni, a cui si è giunti dopo la sconfitta alle presidenziali dello scorso novembre dell'ex premier, Borisov, esponente di centro-destra. In primo piano la sfida con la sinistra che avanza, ma anche con gli schieramenti populisti e nazionalisti. Sullo sfondo le tensioni con la Turchia. Il servizio di Paola Simonetti:

Le previsioni sul futuro politico della Bulgaria sono aperte. La instabile situazione politica che da almeno quattro anni contraddistingue l’andamento del Paese, si rispecchia anche nelle caratteristiche di questo voto anticipato, messo in agenda dopo la sconfitta alle presidenziali dello scorso novembre dall'ex premier, Borisov, leader del centro-destra. Proprio lui è uno dei protagonisti principali a giocare la partita alle urne, dove ad avere un ruolo ci sono anche gli schieramenti minori, come spiega Francesco Martino, corrispondente da Sofia per l’Osservatorio Balcani e Caucaso:

“Da una parte, abbiamo il movimento Gerb, di centrodestra, dell’ex premier Boyko Borisov; dall’altra invece abbiamo il partito socialista, formazione di lunga data, in Bulgaria, tradizionalmente vicina anche alle posizioni di Mosca. Questi due partiti, che sono ampiamente i primi due nel Paese, in questo momento vengono dati testa a testa. Non è possibile sapere chi emergerà vincitore, ma da questo risultato probabilmente dipenderà anche chi dovrà mettere in piedi un nuovo governo. Sicuramente però ci sarà bisogno di partner di coalizione per entrambi i partiti, visto che si vota con il proporzionale. Quindi anche dal risultato delle formazioni minori dipenderà in qualche modo lo sviluppo e l’evoluzione della situazione politica”.

In campo anche le influenze dei populisti, della minoranza turca presente in Bulgaria, ma anche e soprattutto dei nazionalisti, la cui avanzata segna un cambiamento in atto nel Paese. Sentiamo ancora Martino

“Raccoglie per la prima volta tutte le formazioni nazionaliste ed euroscettiche in Bulgaria e viene accreditata come terza forza nel prossimo Parlamento. Sicuramente è una novità: la Bulgaria tradizionalmente è un Paese euro-entusiasta, soprattutto perché riceve molti fondi dall’Unione Europea. In questo caso, però, a determinare questa crescita è soprattutto il clima di forte tensione relativo alle migrazioni: la Bulgaria è ai confini europei, Paese di transito per i migranti. Questa situazione ha fornito terreno fertile alle formazioni nazionaliste”.

Ma chi vincerà queste elezioni, dovrà farsi carico anche di altre importanti sfide per il Paese, fra cui spiccano i turbolenti rapporti con la Turchia, come aggiunge Francesco Martino:

“Sicuramente, la sfida dello sviluppo economico, la Bulgaria – nonostante i fondi che riceve da Bruxelles - rimane il Paese dell’Ue più povero e in qualche modo anche il Paese con i tassi più alti di disuguaglianza sociale. Quindi sicuramente c’è una forte domanda per una maggiore giustizia sociale. Ci sono poi anche i rapporti con la Turchia: in questi giorni abbiamo visto forti tensioni tra Sofia e Ankara, che viene accusata apertamente di voler approfittare della presenza della minoranza turca in Bulgaria per pilotare o comunque influenzare gli esiti delle votazioni. Il rapporto tra Sofia e Ankara tradizionalmente è molto importante e sicuramente rimarrà delicato anche dopo questa tornata elettorale”.