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Papa Francesco \ Viaggi e Visite

Il Papa tra i detenuti di San Vittore: "Voi per me siete Gesù"

Il Papa prega prima di pranzare coi detenuti di San Vittore - REUTERS

Il Papa prega prima di pranzare coi detenuti di San Vittore - REUTERS

La visita del Papa nel carcere di San Vittore è stata una delle tappe più commoventi del viaggio a Milano. “Vi ringrazio dell’accoglienza. Io mi sento a casa con voi” ha detto Papa Francesco ai 130 detenuti e detenute che lo hanno accolto con gioia. Il Papa ha stretto le mani a tutti, ha fatto un semplice ma intenso discorso e poi ha pranzato con un centinaio di ospiti del penitenziario. Sull'incontro ascoltiamo il cappellano del carcere, don Marco Recalcati, al microfono di Sergio Centofanti:

R. – E’ stato un momento molto intenso, molto bello … perché il Papa ha fatto una scelta straordinaria: ha salutato tutti personalmente, quindi più di 850 persone, più la polizia, si è fermato, ha dato la mano, ha dato una parola, una carezza … si è creato a un certo punto un clima di silenzio, di raccoglimento, quasi religioso, con questo uomo che passava dolcemente a salutarli tutti. Molto, molto bello!

D. – Quali sono state le parole del Papa che più hanno colpito?

R. – Per prima cosa, ha detto chiaramente che non bisogna dire “lo meritate”, perché tu non conosci la storia della persona, non sai cosa c’è dietro … Dice: “Noi, lasciamo fare a Dio il giudice; noi dobbiamo guardare i nostri peccati, le nostre miserie …”. Poi ha proprio parlato chiaramente del Vangelo di Matteo: “Quand’è che ti abbiamo visto carcerato?”. “Voi per me siete Gesù”: è stato molto forte anche nelle sue espressioni. E poi, alla fine, ha parlato anche in modo molto semplice dicendo: “Bisogna andare oltre le sbarre. Dopo le sbarre c’è un orizzonte, bisogna cercare questo orizzonte grande, la vita, la speranza …”.

D. – Quali sono state le reazioni dei detenuti?

R. – Una detenuta, mentre tornavo, mi ha detto: “Mi è sembrato per due ore di non essere in carcere”, quindi ha fatto guadagnare loro una libertà straordinaria, in quell’incontro. Tanti erano luminosi dalla gioia, qualcuno piangeva dalla gioia, quasi stupefatti da una presenza così paterna, così semplice, così bella, così intensa. Potremmo dire che è quasi come se il Papa avesse "sciolto le sbarre": in questa giornata, tutti eravamo lì, uomini e donne, accanto a un padre che ci ha dato speranza, ci ha dato forza.

Il sito dell'arcidiocesi di Milano riporta una breve cronaca dell'incontro.