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Caritas: ok Senato a decreto immigrazione non è soluzione

Il ministro Marco Minniti - ANSA

Il ministro Marco Minniti - ANSA

Al Senato votata la fiducia al decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione. Il provvedimento reintroduce, tra l’altro, i centri di identificazione che dovranno servire alle espulsioni. Critiche le associazioni cattoliche. Alla Camera invece via libera definitiva alla legge che contiene le misure per la protezione dei minori stranieri arrivati in Italia non accompagnati. Alessandro Guarasci:

Il governo rimane fermo sulla sua linea: rimpatrio degli irregolari, snellimento delle procedure per chi chiede invece l’asilo. Ma il punto più discusso è quello sui Centri di identificazione, di piccola dimensione e sparsi per il territorio assicura il governo. Serviranno per espellere gli immigrati che non hanno le caratteristiche per essere accolti. Ma la cosa non piace a tante associazioni, come la Caritas. Il responsabile immigrazione Oliviero Forti:

“Torniamo al vecchio binomio immigrazione-sicurezza. Questi centri purtroppo non riescono a svolgere la funzione per cui sono nati, risultano molto costosi e in particolare sono spesso oggetto poi di comportamenti fortemente lesivi dei diritti delle persone. Quindi non crediamo che l’idea del ministro dell’Interno, di distribuirli per tutto il territorio con centri più piccoli, possa essere in alcun modo la soluzione per far fronte a un tema che è quello della presenza di molti irregolari che andrebbe affrontata, a nostro avviso, partendo da serie politiche di immigrazione e eventualmente anche di regolarizzazione”.

I comuni chiedono di essere consultati per capire dove saranno costruiti i centri di identificazione. Domani il confronto tra Regioni e Province. Matteo Biffoni delegato Anci per l’immigrazione:

“Chiederemo ovviamente di essere coinvolti, perché questo, secondo noi, aiuta a gestire il fenomeno e soprattutto che non ci siano repliche di quell’effetto che noi abbiamo conosciuto con i Cie della Bossi-Fini; questo non c’è dubbio. L’importante è che siano gestiti, che siano assolutamente attenzionati e che ci sia un’assoluta e totale condivisione, o quanto meno conoscenza, di quello che accade”.

I tribunali dovrebbero aumentare il personale dedicato ad esaminare le richieste d’asilo. Per gli altri dovrebbe esserci l’espulsione. Ancora Forti:

“L’assenza di collaborazione da parte dei Paesi di origine, spesso la mancanza di accordi con questi Paesi, comporta l’impossibilità di allontanare dal territorio queste persone. Per noi è prioritario che qualsiasi atto che riguardi una persona, che sia di carattere amministrativo e di altra natura, abbia a fondamento il rispetto dei diritti di queste persone che in molti casi non viene garantito nei Paesi di origine, quegli stessi Paesi da cui queste persone spesso sono fuggite o si sono allontanate perché le condizioni sociali e politiche non permettono di rimanere”.

Alla Camera approvata invece la legge che contiene le misure per la protezione dei minori stranieri arrivati in Italia non accompagnati. Il vicepresidente della Commissione d’inchiesta sui migranti, Edoardo Patriarca:

“E’ una legge di civiltà, è una legge che finalmente risolve un problema drammatico nel nostro Paese. Noi, l’anno scorso, abbiamo accolto 26 mila minori non accompagnati. Di questi, purtroppo, sei-settemila non sappiamo dove siano andati; probabilmente hanno raggiunto altre nazioni europee. Con questa legge noi diamo più certezze, più regole, diamo più strumenti ai sindaci e soprattutto integriamo in maniera organica e strutturata le associazioni di volontariato e le famiglie, senza le quali oggi non si potrebbe attivare un sistema finalmente stabile e articolato, capace di garantire a questi minori un futuro nel nostro Paese ed eventualmente anche nei Paesi in cui loro desidereranno approdare. E’ una legge che conferma la nostra nazione uno dei Paesi al mondo che più e meglio garantisce i diritti dei minori, secondo la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo”.