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Toscana: anziani a scuola di tablet con l'aiuto dei postini

L'insegna di Poste Italiane  - REUTERS

L'insegna di Poste Italiane - REUTERS

La tradizionale figura del postino come contatto di prossimità, torna in auge in Italia mettendosi al servizio degli utenti over 65. Ma questa volta invece delle lettere porterà loro un tablet e le nozioni per imparare ad usarlo. E' l'ultima iniziativa di Poste italiane, messa in campo in alcuni piccoli comuni della Toscana, regione nella quale la popolazione matura è il 25% del totale. Un modo per favorire inclusione sociale e riduzione del divario sul fronte tecnologico per gli utenti dai capelli d’argento. Ce ne parla Paola Simonetti:

Tornare al contatto umano nella quotidianità, anche se al centro c'è un servizio veloce come quello della visita del postino. Una figura quasi in disuso ormai, ma che ora è protagonista di una sfida giocata anche sul piano delle nuove tecnologie rese accessibili agli over 65. In Toscana, alla porta di un centinaio di utenti maturi, il portalettere recapita un tablet, un minicomputer, e insegna loro ad usarlo. E' il servizio gratuito di prossimità denominato "Poste c'è" messo in campo nei comuni di Empoli, Carmignano, Cerreto Guidi e Castelfiorentino da Poste Italiane in via sperimentale. I partecipanti al progetto sono chiamati, inoltre, a scegliere un familiare o un conoscente a cui consegnare un altro dispositivo, attraverso il quale restare in contatto in modo regolare. Un progetto strutturato nel suo complesso, per ridare centralità ad una figura di riferimento comunitario come il postino senza tralasciare, però, l'evoluzione comunicativa delle nuove tecnologie, come spiega l'amministratore delegato di Poste italiane, Francesco Caio:

“Il postino cosa fa? Innanzitutto ci aiuta sulla base delle conoscenze che lui o lei ha del territorio, delle situazioni familiari, ad individuare le persone che fanno parte del campione, consegna il tablet a domicilio e le segue in una specie di formazione, per quanto semplice perché sono macchine disegnate per persone che non hanno l’abitudine di utilizzare questi strumenti. Quindi, si innesta nell’ambito del rapporto fiduciario che tradizionalmente Poste ha con i suoi destinatari, l’opportunità di aprirli ad un mondo fatto di tecnologie semplici con un utilizzo molto pratico”.

Il postino arriva su appuntamento e sarà lui stesso periodicamente il ponte con i familiari dell'utente per rassicurarli sul suo stato. Una tecnologia dunque, che si pone l'obiettivo in primis di arricchire i contatti umani, ma che ha anche la funzione di semplificare la vita di chi, magari, non può muoversi con facilità, come spiega ancora Francesco Caio:

“La seconda funzione che è nel tablet è quella dell’informazione: notizie, servizi, che cosa succede nel mondo, nel quartiere… La terza è quella di poter fare degli ordini, poter chiamare consegne a casa, poter ipotizzare lo scambio di ricette mediche, referti medici: consentire a queste persone di avere un accesso pieno, consapevole e facile, ai vantaggi che derivano dall’essere connessi in rete”.

L'avvio del progetto pilota è stato operato sulla base di una riscontrata preparazione della Toscana sul fronte di varie sperimentazioni attivate sul territorio, ma l’iniziativa ha già raccolto un grande interesse sul fronte nazionale, lasciando trapelare l'esigenza forte che ne è alla base, come conclude Francesco Caio:

“Abbiamo intercettato un bisogno reale, un bisogno di interazione e di relazione, fatto sì di tecnologie, ma soprattutto di umanità”.