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Francesco: come Martin Luther King, scegliamo sempre la nonviolenza

Un murales raffigurante Martin Luther King - REUTERS

Un murales raffigurante Martin Luther King - REUTERS

“Percorrere il cammino della pace non è sempre facile, ma è l’unica vera risposta alla violenza”. È l’esortazione di Papa Francesco - in una lettera al cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago - in occasione di una campagna sulla nonviolenza, promossa dalla diocesi nella grande metropoli statunitense. L’iniziativa è stata lanciata ieri, 4 aprile, 49.mo anniversario dell’uccisione di Martin Luther King. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Papa Francesco cita le parole di Martin Luther King, secondo cui l’umanità è chiamata a “sviluppare per tutti i conflitti umani un metodo che rifiuti la vendetta, l’aggressione e la rappresaglia. Il fondamento di un tale metodo è l’amore”. Si tratta di “parole profetiche”, sottolinea il Pontefice nella lettera all’arcivescovo di Chicago, che esortano tutti, in particolare i giovani, ad essere consapevoli “che una cultura della nonviolenza non è un sogno irrealizzabile, ma un cammino che ha prodotto risultati importanti”.

La nonviolenza infrange le barriere, siate costruttori di pace
“La pratica coerente della nonviolenza – prosegue la lettera – ha infranto barriere, fasciato ferite, guarito nazioni, e può guarire Chicago”. Di qui – riferisce l’Osservatore Romano, la preghiera del Pontefice rivolta al cardinale Cupich, “affinché gli abitanti della sua bella città non perdano mai la speranza, perché lavorino insieme per diventare costruttori di pace, mostrando alle generazioni future la vera forza dell’amore”. Francesco rivolge il pensiero alle vittime della criminalità. “So che molte famiglie – scrive – hanno perso i propri cari a causa della violenza. Sono loro vicino, partecipo al loro dolore e prego affinché possano sperimentare la guarigione e la riconciliazione per mezzo della grazia di Dio”.

No alla discriminizazioni, impegnarsi contro la violenza fin da giovani
Purtroppo, aggiunge, “persone di origini etniche, economiche e sociali diverse oggi subiscono discriminazione, indifferenza, ingiustizia e violenza”. Ecco allora, è il suo ammonimento, che “dobbiamo respingere questa esclusione e questo isolamento e non pensare a un gruppo come fossero altri, piuttosto come nostri fratelli e sorelle”. Un impegno, ribadisce, del cuore e della mente che deve partire dalle famiglie e dalle scuole. Il Pontefice conclude la lettera assicurando la sua vicinanza spirituale all’iniziativa, in particolare quando, il Venerdì Santo, percorrerà la Via Crucis a Roma. Un momento, scrive, durante il quale ricorderà tutti coloro che hanno subito violenza.