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Card. Zenari: bambini e civili, vittime innocenti della guerra in Siria

Ospedale distrutto a Khan Sheikhun - AFP

Ospedale distrutto a Khan Sheikhun - AFP

Sono cruente le immagini provenienti da Khan Sheikhun, la zona della Siria colpita dall’attacco chimico di ieri, di cui ha parlato il Papa all'udienza generale. Bambini e adulti stesi per terra, nella devastazione, che cercano a fatica di respirare. A denunciare l’accaduto è stata l’opposizione siriana, con l’Osservatorio nazionale per i diritti umani. Le forze di Damasco, assieme a quelle russe, hanno negato ogni coinvolgimento. L’inviato Onu nel Paese mediorientale, Staffan de Mistura, ha parlato di “orribile” attacco chimico venuto dal cielo. Convocato d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu: Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno presentato un progetto di risoluzione, che condanna l'attacco e chiede un'inchiesta rapida e completa. Mosca ha già definito il documento “inaccettabile”. Sul terreno, intanto, rimangono lo choc e il dolore profondo, come testimonia il nunzio apostolico a Damasco, il cardinale Mario Zenari, intervistato da Giada Aquilino:

R. – Starà anche alla comunità internazionale cercar di veder chiaro esattamente come si sono svolti i fatti e le responsabilità, quello che è successo. Certamente, quello che si constata è che sono i poveri civili e, tra questi, anche un certo elevato numero di bambini a pagare le conseguenze di questa terribile guerra e di quello che è successo ieri, di questi gas tossici che hanno colpito la povera popolazione di quel villaggio.

D. – Vedere le immagini di adulti e bambini con gli occhi sbarrati nello sforzo di tentare di continuare a respirare cosa provoca in chi la guerra, poi, la vive ormai da sei anni?

R. – Siamo vicini alla Pasqua, alla settimana di Passione di Nostro Signore Gesù Cristo: subito mi viene da pensare all’esalazione dell'ultimo respiro di Gesù in Croce. Gesù, in questo ultimo respiro aveva presenti anche, credo, tutti questi terribili esalazioni di respiri soprattutto di questa gente innocente. Lui, che era un innocente. Tutti questi bambini, mi viene da riflettere come cristiano, sono quelli più associati alla Passione del Signore. E’ una sofferenza che dura da sei anni. Fra pochi giorni entreremo nel mistero della Pasqua, della Passione, Morte e Risurrezione del Signore: questa gente da oltre sei anni sta vivendo la settimana di Passione, sta vivendo il Venerdì Santo, soprattutto la popolazione civile! Innumerevoli sono stati gli appelli della comunità internazionale, del Santo Padre Francesco, affinché sia risparmiata dalle terribili conseguenze del conflitto in primis la popolazione civile. Ormai abbiamo visto troppe vittime civili! Uno dei principali fondamenti del diritto umanitario internazionale, nei casi di guerra, è la protezione dei civili: qui si vede che proprio tale protezione non è osservata.

D. – Il Papa ha levato il proprio appello per la coscienza di quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale. A chi si è rivolto? E quali ora il compito e il ruolo della comunità internazionale?

R. – Prima di tutto, a chi ha l’obbligo di proteggere i civili qui, in Siria, le autorità. Credo che il Papa faccia appello a chi ha responsabilità, soprattutto affinché i civili siano risparmiati da questa guerra. La loro protezione è uno dei principali compiti delle autorità in questi casi di guerra civile. E altrettanto un compito assai grave per la comunità internazionale: non si può accettare la morte ripetuta di persone innocenti tra cui molti, molti bambini.

D. – Nelle prossime ore è stato convocato un Consiglio di Sicurezza dell’Onu: qual è la voce del popolo siriano all’Onu, in queste ore, dopo la strage?

R. – Il popolo siriano è stanco e qui ormai si fa fatica anche a credere, a volte, alla comunità internazionale. Ormai è stanco di parole, è stanco anche di risoluzioni poi non applicate. Ecco, direi che c’è una certa delusione e anche un certo scetticismo. Occorre passare dalle parole ai fatti e quindi anche in questo caso, a far sì che i civili, la popolazione civile, i più inermi, i bambini siano protetti.