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Allarme siccità in Somalia, aumentano casi di colera

Somalia, donne bambini lungo la strada di un villaggio - AP

Somalia, donne bambini lungo la strada di un villaggio - AP

A causa della siccità, in Somalia i casi di colera sono in forte aumento, anche tra i bambini. 200 mila i minori che rischiano di morire a causa di gravi forme di malnutrizione, mentre il Paese va verso la carestia. A lanciare l’allarme Save the Children, che chiede alla Comunità internazionale di intervenire, stanziando urgentemente fondi per salvare vite umane. Il servizio di Elvira Ragosta:

Sono più di 8400 i casi di colera, di cui 200 mortali, registrati in Somalia dall’inizio dell’anno. Secondo i dati raccolti sul territorio da Save the Children, la scorsa settimana ci sono stati 400 casi in un solo giorno. Epicentro dell’emergenza la zona centrale e meridionale del Paese. Marco Guadagnino, portavoce dei progetti internazionali dell’Ong:

“Ovviamente l’emergenza è dovuta principalmente alla scarsità di acqua, che purtroppo comporta l’uso di liquido contaminato da parte sia di persone, che di animali, che utilizzano le stesse fonti d’acqua. Il livello di disponibilità idrica per servizi igienici si sta abbassando in maniera molto preoccupante. Le strutture sanitarie, già in grande difficoltà, in queste settimane sono a dura prova e anch’esse hanno carenza di acqua potabile disponibile per i pazienti”.

Una situazione particolarmente allarmante per i bambini, aggiunge Guadagnino:

“Per i bambini c’è bisogno di cure e assistenza, di portare acqua e dare una risposta immediata a bisogni in questo momento negati. In molte parti della Somalia, in questo momento mancano attrezzature di base per dare assistenza sanitaria immediata. Il 50% delle famiglie, che abbiamo intervistato in queste aree, dichiara di avere almeno un componente che si è ammalato nelle ultime settimane”.

Il team sanitario di Save the Children sta cercando di rispondere alle necessità della popolazione. Ancora Guadagnino:

“Stiamo provvedendo a trasportare potabilizzatori d’acqua, stiamo cercando di rifornire i centri sanitari di trattamenti per la diarrea, stiamo lavorando sulla diffusione di messaggi e sulla sensibilizzazione. Abbiamo disposto l’arrivo della nostra unità di emergenza sanitaria nell’area e stiamo facendo il possibile, perché è importante intervenire immediatamente prima che l’epidemia si diffonda”.

Il colera non è l’unico fattore di forte rischio per i bambini somali. I medici della Ong, impegnati in 72 cliniche, riferiscono di gravi infezioni respiratorie e numerosi casi di polmonite:

“Nel Puntland ci sono al momento almeno 250 mila persone, che sono dovute fuggire e vivono in campi o abitazioni di fortuna. Ovviamente, mancando servizi di base, acqua e servizi sanitari, stiamo registrando casi di polmonite e alcuni casi di morbillo. In un contesto normale questo tipo di malattie sarebbe gestibile, ma in un contesto di grave emergenza umanitaria - perché stiamo parlando di una zona in cui ci sono oltre sei milioni di persone, quasi la metà della popolazione, che hanno urgente bisogno di aiuto a causa dell’insicurezza alimentare - l’incidenza di queste malattie accresce il problema”.

Per questo Save the Children lancia un appello alla Comunità internazionale:

“Noi chiediamo ai donatori, ai Paesi del G7, all’Onu di stanziare urgentemente fondi per la Somalia. Serviranno oltre 800 milioni di dollari per salvare la vita alle persone coinvolte in questa emergenza. Chiediamo con urgenza alla Comunità internazionale di agire per aumentare i finanziamenti, perché quest’emergenza, la siccità e tutto ciò che la siccità comporta, inclusa questa epidemia di colera, non si trasformi in un disastro umanitario, come avvenne nel 2011”.