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L'Eta consegna gli arsenali e dichiara conclusa la lotta armata

Giornata storica per il disarmo dell'Eta - REUTERS

Giornata storica per il disarmo dell'Eta - REUTERS

Giornata storica quella odierna per la definitiva rinuncia alla lotta armata dell’Eta. L’organizzazione separatista basca ha completato il processo di disarmo, fornendo alle autorità una lista di 12 depositi di armi ed esplosivi, situati nella Francia sud-occidentale, alla frontiera con la Spagna. Si chiude un periodo  drammatico per il Paese iberico, costato in passato la vita a oltre 800 persone. Rimane in piedi la questione dei circa 360 appartenenti all’Eta, tuttora reclusi nelle carceri spagnole e francesi. Il servizio di padre Ignacio Arregui:

È un giorno importante per la pace e la convivenza nei Paesi Baschi, in Francia e in Spagna. La procedura per il disarmo è un po’ complessa: alcuni mediatori internazionali hanno ricevuto l’informazione precisa riguardo la localizzazione delle armi. Poi, questi mediatori hanno consegnato l’informazione al governo francese, poiché i depositi si trovano nel territorio transalpino. Sono parecchi i dubbi su questa operazione. Innanzitutto, ci si chiede se l'Eta ha consegnato tutte le armi.

Si dice che l'organizzazione oggi non controlla tutto il suo arsenale; quindi si impegna a consegnare quegli armamenti di cui ha conoscenza. Ma c’è anche un altro dubbio: ha consegnato anche le armi usate nei suoi attentati? Si dice che la polizia scientifica potrebbe trovare in queste armi usate i segnali precisi per l’individuazione di tanti attentati che non sono stati chiariti.

Per quanto riguarda il governo di Madrid, questo ha dato prova di una forte chiusura, ripetendo che l’Eta non riceverà alcun premio o compenso per questo gesto. Ma qui viene in evidenza la questione dei prigionieri dell’Eta, che sono ancora tanti. Con l’Eta disarmata non si giustificherebbe più che i prigionieri si trovino in carceri situate in Francia o in Spagna, lontano dai loro familiari. Quindi, anche senza dare un riconoscimento all’Eta, si potrebbe però permettere che i prigionieri siano trattati con meno rigore rispetto a quello attuale. Per quanto riguarda l’Eta stessa, essa dovrà affrontare un’altra decisione, che tutti si aspettano e desiderano: il suo scioglimento come associazione. Insomma, vale la pena ricordare quello che si ripete, che il disarmo dovrà essere totale, legale, definitivo, e che non avrà alcun compenso.