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Arcidiocesi Bukavu: anche società civile responsabile del caos in Congo

Miniera d'oro nel Kivu - REUTERS

Miniera d'oro nel Kivu - REUTERS

La responsabilità del caos politico nel quale è piombata la Repubblica Democratica del Congo è dei politici ma anche della società civile, afferma una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Commissione Giustizia e Pace dell’Arcidiocesi di Bukavu, nell’est del Paese.

Ricordando il caos seguito nel 1997 alla caduta del Presidente Mobutu, la nota afferma che “è stata la pressione della società civile a salvare lo Zaire di Mobutu e la Repubblica Democratica del Congo da un rischio reale d’implosione e di deriva dittatoriale”.

Questo perché all’epoca “la società civile era composta da personalità capaci di costituire un contropiede agli attori politici. Potevano dare una parola d’ordine alla popolazione ed essere sicuri di venire seguiti”.

“Ora è tutto il contrario” dice Giustizia e Pace che lamenta la mancanza di leader credibili, visto che la maggior parte di questi sono giovani senza alcuna esperienza sul terreno, senza alcuna statura di leader, che “solcano i media improvvisandosi analisti politici e proponendo soluzioni impopolari come loro stessi”. Questo perché la scena sociale è stata abbandonata dai veri protagonisti che preferiscono cercare di spartirsi posti di potere senza interessarsi del bene della popolazione. “Senza organizzazioni di base solide con animatori impegnati per il cambiamento e il benessere del popolo è il caos. Si capisce perché i politici si permettono di tutto perché nessuno li preoccupa veramente”.

L’apatia politica è tale - conclude la nota - che ormai “la politica non interessa nessuno, né la gestione della cosa pubblica interessa ai politicanti. Siamo tutti vittime, forse, ma siamo tutti colpevoli. Di fronte al futuro della nazione congolese abbiamo fallito tutti; gli uni attraverso le azioni, gli altri per omissione. Tutti noi dobbiamo guarire per risolvere il problema”.