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Azzardo: 2016, cresce il gioco on line. Allarme ludopatie

Azzardo, crescono le puntate on line - ANSA

Azzardo, crescono le puntate on line - ANSA

Nel 2016 è cresciuto del 25% il mercato del gioco d’azzardo on line. Ad influire sono l’estensione dell’offerta e il contrasto delle situazioni irregolari, ma per le associazioni che si occupano di contrasto alle ludopatie il rischio è che sempre più persone cadano nella dipendenza. Secondo l’Osservatorio  Gioco on line del Politecnico di Milano sono un milione e 800 mila gli italiani che nel 2016  hanno fatto almeno una puntata. Alessandro Guarasci:

Chi si aspettava un calo dell’azzardo è rimasto deluso. La spesa in giochi online regolamentati con vincita in denaro nel 2016 in Italia è stata pari a 1,03 miliardi di euro e raggiunge un’incidenza del 5,4% sul valore complessivo del gioco. Ad incidere l’estensione dell’offerta e il contrasto al gioco irregolare. Prosegue poi la crescita dei Casinò Games (+35%) con una spesa che raggiunge i 441 milioni di euro. Don Armando Zappolini, presidente del Coodinamento Comunità d’Accoglienza

“Nel 2016 la pubblicità è aumentata; questo vuol dire che per ora ciò che la politica ha fatto sul settore è stato come minimo ininfluente, quindi non ha toccato il cuore del problema. Quello che noi stiamo dicendo è proprio che questo Parlamento prima di finire la sua funzione possa dare almeno un segnale sostanziale di cambiamento di rotta perché qui i presupposti sono inefficaci”.

Lo Stato fa ancora poco per dissuadere dal gioco. Per esempio, lo stop alla pubblicità riguarda solo il prime time televisivo, ma ad oggi questo concetto quasi non esiste più, tra pay tv, tv on demand, internet. L’offerta on line d'altronde diminuisce la percezione di quanto si sta giocando. Matteo Iori, dell’associazione Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia:

“Sembra qualcosa di più leggero, di meno preoccupante, di meno visibile. Il gioco online è qualcosa che è possibile fare in ogni contesto, in ogni luogo con privacy maggiore e di conseguenza i ragazzi lo interpretano anche come una cosa molto più friendly, più facile meno pericolosa”.

L’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano assicura che sono aumentate le tutele per i giocatori. Il direttore Marco Planzi:

"In particolare i concessionari sono obbligati ad identificare ogni giocatore e a controllare in tempo reale se si tratta di un cittadino italiano maggiorenne. Lo fanno attraverso una maschera che obbliga il giocatore, in fase di registrazione del suo conto di gioco, a immettere tutti i propri dati e a condividere anche una scansione anche del proprio documento di identità. Non dimentichiamo che poi un giocatore che gioca deposita soldi attraverso uno strumento di pagamento e anche questo viene controllato attentamente, questo per prevenire rischi legati al riciclaggio".

Nel 2016, lo Stato italiano ha trattenuto, sotto forma di tasse, quasi 250 milioni di euro dal gioco on line, e sono sempre di più le aziende che decidono di investire nel settore. Ancora don Zapponini:

“Le aziende crescono perché lo Stato rafforza questo settore. Gli introiti dello Stato arrivano quasi a dieci miliardi per il 2016 per quanto riguarda il comparto del gioco. Non penso ci si possa limitare all’idea che ci lavorano centomila persone e quindi ci potrebbe essere un rischio di occupazione, perché queste risorse possono anche essere riconvertite in altre cose. Tutti questi soldi spesi nell’azzardo se fossero anche in parte messi nell’economia reale potrebbero creare sicuramente posti di lavoro senza far cose che fanno male alla salute delle persone”.