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Tensioni Usa-Nord Corea: sale la paura in Corea del Sud

Test missilistico condotto dalla Corea del Nord - ANSA

Test missilistico condotto dalla Corea del Nord - ANSA

Alta tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Pyongyang condanna la decisione di Washington di inviare una portaerei e la sua flotta nelle acque della penisola coreana e parla di "catastrofiche conseguenze" ad ogni ulteriore mossa americana. La Cina ribadisce al presidente Usa Trump la necessità di una soluzione pacifica alla crisi in corso. Adriana Masotti:

Donald Trump e l’omologo cinese Xi Jinping si parlano al telefono. Pechino sollecita una soluzione "pacifica", "attraverso il dialogo", alle tensioni con la Corea del Nord per il programma nucleare di Pyongyang, coinvolgendo il Consiglio di Sicurezza dell’Onu e ponendo l'accento sull'obiettivo di una penisola coreana "denuclearizzata" al fine di raggiungere "la pace e la stabilità". Ma la Cina parla anche alla Corea del Nord chiedendo al governo di astenersi da
ulteriori provocazioni per non peggiorare la situazione con gli Stati Uniti. "Un nuovo test nucleare di Pyongyang sarebbe "uno schiaffo in faccia al governo statunitense" avverte, questo aumenterà il conflitto tra i due Paesi, e Pechino "presumibilmente reagirà con forza alle nuove azioni nucleari”. Ieri Trump aveva detto che gli Usa sono pronti ad affrontare la "questione Nord Corea" da soli se la Cina non volesse dare una mano. E in un’intervista a Fox aveva ribadito che "il dittatore nord coreano" Kim Jong-un "sta facendo la cosa sbagliata”. “Stiamo inviando una flotta, molto potente, ha sottolineato Trump, abbiamo sottomarini molto potenti. Ed abbiamo il miglior personale militare, quindi dico che sta facendo la cosa sbagliata". Ma che clima si vive in questi giorni tra la popolazione della Corea del Sud, direttamente coinvolta da un’eventuale escalation della tensione. Sentiamo padre Vincenzo Bordo, Missionario Oblato di Maria Immacolata, da oltre 20 anni a Seul:

R. – Prima di tutto penso che ora sia troppo presto per parlare, perché è una situazione completamente nuova quella che sta accadendo qui. Ci sono sempre state scaramucce con la Nord Corea, minacce, però c’è stata sempre la buona volontà e l’intelligenza politica di mediare. Stavolta, per la prima volta non si ha questa impressione. Ci sono cose nuove nella mossa degli americani e nella mossa dei nordcoreani. In tutto questo è difficile capire cosa succederà. Una cosa che sembra positiva in questo momento è che la Cina per la prima volta si sta muovendo, non tanto per ragioni politiche quanto perché ieri la Corte di Hong Kong e altre borse vicine alla Cina sono crollate. La Cina si è preoccupata molto di questo. Sicuramente non è bello quello che sta succedendo.

D. - Sulla stampa di questi giorni, sui quotidiani della Corea del Sud, in che termini, con quali toni vengono diffuse le notizie?

R. - Finora noi eravamo abituati a queste scaramucce tra Nord e Sud e non ci si faceva caso. Per la prima volta c’è preoccupazione.

D. - Presto anche in Corea si celebrerà la Pasqua. Pensa che i cristiani la vivranno in maniera un po’ diversa quest’anno?

R. - Nei social media spesso viene fuori: “Preghiamo per la nostra nazione”, “Preghiamo per la Corea”, perché nella gente normale si respira per la prima volta un po’ di paura.

D. – E dalla Nord Corea quali notizie arrivano?

R. - Le notizie sono quelle ufficiali che si sentono tutti i giorni sui mass media. La cosa che forse andrebbe focalizzata e di cui si parla poco è questa: la Nord Corea si sente minacciata. Proprio il mese scorso c’erano state le grandi esercitazioni belliche. Come ogni anno americani e sudcoreani fanno degli esercizi bellici in cui si muove un esercito di 600mila persone con il meglio della tecnologia militare. Questi, dicono, sono esercizi militari di routine, ma la Nord Corea in questi esercizi ha sempre visto una minaccia, una preparazione per un attacco al Paese. La Nord Corea ha sempre detto: “Se voi li smettete, io smetto i miei programmi missilistici e atomici”. Quindi la situazione bisogna guardarla anche dal suo punto di vista: la Corea si sente minacciata, attaccata ed ha paura: quindi risponde con paura.

D. - Quindi ci vorrebbe un passo indietro da parte di Usa e Corea del Sud, invece sta avvenendo il contrario …

R. - Esatto. Occorre buon senso politico e dialogo, perché i problemi si risolvono con il dialogo, non con la guerra o con la violenza. Questa è l'incomprensione della classe politica americana  in questo momento: “Facciamo vedere chi siamo noi, che siamo forti, possiamo distruggerli”. E allora hanno ancora più paura. Infatti, il leader della Nord Corea ha detto: “Avete visto cosa è successo in Siria. Abbiamo fatto bene a fare la bomba atomica, perché così sapremo difenderci”. Qui in Corea si è sempre detto che c’è la politica della carota e del bastone. Ed è vero, è sempre stato fatto così: capire, allentare, tirare … ma è normale. In questo momento sembra, invece, che dalle due parti, tutti e due abbiano chiuso la porta del dialogo, dicendo: “Vediamo cosa succede”. E questo è molto brutto.