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Venezuela: vittime nelle proteste anti-governative

Manifestazioni  in Venezuela - AFP

Manifestazioni in Venezuela - AFP

In Venezuela continuano violente manifestazioni di piazza a Caracas e in altre città. Sostenitori dell’opposizione al presidente Maduro e gruppi che appoggiano il capo dello Stato hanno dato vita a scontri che hanno causato la morte, per colpi d’arma da fuoco, di tre giovani dimostranti. Sullo sfondo delle tensioni politiche c'è la perdurante crisi economica, con la mancanza sempre più grave di farmaci e generi di prima necessità. Giancarlo La Vella ne ha parlato con Assunta Maria Di Pino, responsabile per il Venezuela dell’ALI, “Associazione latino-americana Italia”:

R. – In questo momento, la crisi umanitaria è ancor più degenerata per situazioni politiche, in quanto il Tribunale supremo di giustizia ha soppresso sia l’immunità parlamentare sia l’Assemblea nazionale. Questo per il popolo venezuelano è stata una vera tragedia, perché l’Assemblea Nazionale era l’unico potere che in questo momento garantiva la democrazia nel Paese. L’Assemblea Nazionale è stata eletta del popolo venezuelano in modo democratico con larga maggioranza. Purtroppo, la situazione ha condotto la popolazione a uscire per le strade, manifestando pacificamente, ma la repressione da parte delle forze armate e anche dei corpi paramilitari in questo momento è molto forte, in Venezuela.

D. – C’è una possibilità di dialogo?

R. – In questo momento non si vedono possibilità di dialogo. L’unica cosa che fortunatamente è successa è che questa soppressione di diritti è rientrata, grazie alla procuratrice generale, che ha invalidato questa disposizione.

D. – Da fuori ci si chiede come mai un Paese tra i più ricchi di petrolio al mondo, stia attraversando un periodo di così grave crisi …

R. – Il petrolio è una risorsa purtroppo mal sfruttata. Il nostro Paese è stato sempre un Paese che ha esportato il petrolio e, a sua volta, con le risorse economiche di tale esportazione, ha acquisito moneta estera per acquistare prodotti di prima necessità. Tutti i prodotti, tutte le materie prime in Venezuela sono importati. Ciò sta a significare che, dal momento in cui il prezzo del nostro petrolio scende, non abbiamo più le stesse capacità economiche di acquisto delle merci necessarie, per poter far fronte anche ai beni di prima necessità. Inoltre nel Paese ci sono una grandissima corruzione e il narcotraffico. Cioè, il popolo sta morendo di fame: siamo in uno stato di grave emergenza umanitaria. Per tale motivo, io faccio un appello a tutte le persone che possono sentirci, di aiutarci, di contattarci attraverso la nostra e-mail alipervenezuela@gmail.com e poter raccogliere persone che vogliono aiutarci in questa campagna.