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Vescovi Bolivia: tutelare libertà religiosa e obiezione coscienza

Conferenza stampa dei vescovi boliviani  - RV

Conferenza stampa dei vescovi boliviani - RV

Il diritto alla vita non può essere riconosciuto selezionando in base all’età, al sesso, alla razza, alla nazionalità, o a qualsiasi altro motivo. Lo scrivono i vescovi boliviani, criticando la decisione presa dalla Commissione Mista dell’Assemblea Legislativa Plurinazionale di non convocare i rappresentanti della Chiesa nel dibattito sull’articolo 157 del Progetto di Legge del Codice Penale.

No alla discriminazione religiosa
Nel controverso testo, in particolare, si vorrebbe legittimare l’aborto anche nelle prime otto settimane di vita e rendere l’indigenza o la povertà cause valide per ricorrere all’interruzione di gravidanza o all’eutanasia. Non coinvolgere su temi tanto delicati tutta la popolazione, in ragione delle proprie convinzioni religiose, è secondo i presuli un atto discriminatorio nei confronti della maggior parte del popolo boliviano.

Fondamentale contributo della Chiesa Cattolica al dibattito pubblico
In un comunicato della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale  Boliviana si ricorda come l’articolo 4 della Costituzione dello Stato tuteli la libertà religiosa, sancisca l’indipendenza tra Chiesa e Stato, ma come in nessun modo avalli uno Stato laicista. “La Chiesa cattolica – si legge nel documento – in tutto il mondo contribuisce al dibattito pubblico sui temi più importanti della vita e della convivenza umana con solidi argomenti fondati sulla ragione, considerazioni etiche, criteri giuridici, dati scientifici".

Libertà di coscienza dei medici sia tutelata
“Inoltre - rimarcano i vescovi del Paese latinoamericano  - non sono solo i gruppi religiosi ad essere contrari all’aborto, ma anche la maggior parte dei cittadini, importanti leaders sociali e politici, oltre ai tanti medici e scienziati che si rifiutano di partecipare ad un atto contrario ad una coscienza morale retta”. “Per questo motivo la Chiesa Cattolica insieme ad altre Chiese ed istituzioni,  - prosegue il comunicato -  ha difeso in molteplici occasioni la necessità di riconoscere e rispettare il diritto alla libertà di coscienza per tutti gli operatori sanitari”

Riforma del Codice Penale è incostituzionale
I vescovi boliviani definiscono la proposta di riforma del Codice Penale incostituzionale nei passaggi riguardanti il delitto di aborto, l’infanticidio e la morte assistita. “Un vero Stato di Diritto – concludono – deve rispettare la propria Costituzione e proteggere tutta la popolazione, specialmente i più poveri e vulnerabili, come i bambini non ancora nati, le donne, i malati e gli anziani”. (A cura di Paolo Ondarza)