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Vescovi del Ghana: appello di pace nel messaggio pasquale

Blindato della polizia ghanese ad Accra - AFP

Blindato della polizia ghanese ad Accra - AFP

La pace con il prossimo, la pace con Dio, la pace nella nazione: si articola su questi tre aspetti della riconciliazione il Messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale del Ghana (Gcbc) in vista della Santa Pasqua. Il documento, a firma di mons. Philip Naameh, arcivescovo di Tamale e presidente dell’organismo, ricorda in primo luogo che la pace “non può essere semplicemente definita come assenza di persecuzione, ma si riferisce anche al rapporto che ognuno di noi ha con Dio e con l'altro”. “Sono in pace con il mio Dio? E io sono in pace con il mio prossimo?” sono quindi domande essenziali da porsi.

L’incredulità di San Tommaso, esempio di mancanza di coesione
In secondo luogo, facendo riferimento alla figura di San Tommaso, dubbioso sulla risurrezione di Cristo, i vescovi ghanesi sottolineano come la sua incredulità non fosse solo “una mancanza di fede in Cristo, ma ha una mancanza di fiducia negli altri discepoli”. In pratica, l’episodio di Tommaso apostolo evidenzia “la mancanza di coesione e le lotte intestine che caratterizzano ogni famiglia, ogni comunità e ogni nazione”.

Essere ambasciatori di riconciliazione
Naturalmente, tutto ciò “ha implicazioni per ognuno di noi - ricordano i vescovi - come singoli cristiani il messaggio di pace di Cristo ci dovrebbe rassicurare del fatto che siamo in grado di superare delusioni e fallimenti passati, perdonando noi stessi e gli altri”. È un messaggio che ci invita, come San Paolo, ad essere “ambasciatori di riconciliazione in tutti i tempi, sostenendo ogni sforzo per creare comunione” tra i fedeli.

Le sfide del Ghana
Non solo: la Gcbc ribadisce che “il messaggio di Pasqua è rilevante per l’intera nazione”, perché “come nazione, dobbiamo e possiamo vincere il flagello della malattia; sradicare la povertà e porre fine alla carneficina sulle nostre strade; possiamo e dobbiamo di no alla distruzione indiscriminata del nostro ambiente ed alla morte di bambini presso le nostre strutture sanitarie”.

Porre fine alle “malattie morali”
“Il messaggio di Pasqua – è l’esortazione della Chiesa del Ghana - ci deve incoraggiare a porre fine a tutti i mali morali, a voltare le spalle a disonestà, indecenza, corruzione, indisciplina, mancanza di rispetto per gli anziani, violenza e vendetta”. Di qui, l’appello dei vescovi a “guarire le ferite della divisione, riconciliando le famiglie spezzate, riunendo le comunità e trovando soluzioni alle controversie tra persone di diverse convinzioni politiche e fedi religiose”. (I.P.)