Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Papa Francesco \ Incontri e Eventi

Sant'Egidio: con Francesco uniti ai copti e ai nuovi martiri

Il dolore dei parenti delle vittime degli attacchi ai copti in Egitto - EPA

Il dolore dei parenti delle vittime degli attacchi ai copti in Egitto - EPA

C’è grande attesa per la celebrazione della Liturgia della Parola che Papa Francesco presiederà il 22 aprile prossimo nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, in memoria dei “Nuovi Martiri” del XX e XXI secolo. Il Papa ha accolto con gioia l’invito della Comunità di Sant’Egidio, in un momento – come ci ricorda drammaticamente la strage dei Copti nella Domenica delle Palme – in cui i cristiani sono perseguitati e uccisi in tante parti del mondo in odio della fede. Alessandro Gisotti ha raccolto il commento del prof. Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio:

R. – La Comunità ha invitato il Papa a fare memoria dei nuovi martiri a San Bartolomeo all’Isola Tiberina, perché questo è un memoriale di tutta la Chiesa di Roma voluto da San Giovanni Paolo II dopo il Giubileo del 2000. Anche perché Papa Bergoglio ha sempre pregato con Sant’Egidio per i nuovi martiri, già da arcivescovo di Buenos Aires, in una celebrazione che ogni anno la Comunità fa durante la Settimana Santa per fare memoria di questi nostri fratelli e sorelle che durante l’anno hanno dato la vita per il Vangelo. E quindi il Papa ha accolto con grande gioia questo invito, anche perché sono tempi di nuovi martiri.

D. – L’invito e la decisione del Santo Padre di essere presente il 22 aprile è precedente alla strage dei copti in Egitto, pochi giorni fa. Questo, però, rende ancora più forte e significativo il messaggio che Papa Francesco darà a San Bartolomeo, vero?

R. – Certamente. Purtroppo, ciò che è accaduto la Domenica delle Palme a questi fedeli copti - persone umili che non hanno mai, in tutta la loro storia, usato la violenza contro nessuno - è qualcosa che ha scosso il mondo intero, tutte le comunità cristiane. E la presenza del Papa, e il ricordo che si farà anche in questa occasione, del loro sacrificio, assume tutto un valore particolare. Vorrei poi ricordare che nell’anno in corso è stato ucciso anche un prete francese, è stato sgozzato per la prima volta un martire del fondamentalismo islamico in Europa, padre Jacques Hamel; e ci sarà la sorella a ricordarlo nella celebrazione a San Bartolomeo davanti al Santo Padre. Si guarderà a tante situazioni: tutto il mondo sarà presente perché ci sono martiri cristiani in ogni continente.

D. – E colpisce anche che questa Liturgia della Parola viene a pochissimi giorni, neanche a una settimana di distanza dal viaggio di Papa Francesco in Egitto…

R. – È una visita importantissima, anche perché è un passo in avanti su quella amicizia tra i cristiani – su quello che si definisce l’ecumenismo – che oggi ha un carattere molto forte di ecumenismo del sangue: nel sangue siamo già uniti. Ma rimane sempre lo scandalo di Chiese divise, che non hanno ancora realizzato il Comandamento del Signore, che tutti siano uno, che siano tutti una cosa sola. Io credo che la spinta che Papa Francesco sta dando all’unità tra le Chiese è molto significativa: un’unità fatta di amicizia, di solidarietà, di visite e di incontri. È fatta anche di un’unità nella carità, perché nella carità già siamo uniti.

D. – Quando si dice Sant’Egidio si dice ovviamente anche dialogo interreligioso. Ecco, questo evento anche per sottolineare che i martiri non sono mai per dividere, ma in realtà sono per unire, per riconciliare…

R. – Non abbiamo mai visto il martirio come una rivendicazione o come un modo per andare contro qualcuno. La stessa testimonianza degli ultimi, tra questi i nostri fratelli copti, lo dimostra: i copti non hanno mai fatto crociate. Oggi i cristiani vivono la loro fede nella mitezza, nell’umiltà, e questa deve essere anche la risposta a chi vorrebbe invece usare il nome di Dio per la violenza, per fare violenza. Proprio in questi giorni stiamo ricordando il sacrificio del Signore sulla Croce, cioè Dio che muore per gli uomini, che non chiede agli uomini di morire per lui: questa è il grande messaggio che viene da questa Pasqua. Quindi la visita del Papa a San Bartolomeo sarà un ribadire realmente qual è il cuore del messaggio della Settimana Santa: il Signore che muore per noi e che non chiede a noi di morire per lui.