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Superbomba Usa contro l'Is in Afghanistan

Gli Usa sganciano una superbomba in Afghanistan (foto d'archivio) - AFP

Gli Usa sganciano una superbomba in Afghanistan (foto d'archivio) - AFP

Gli Stati Uniti hanno sganciato ieri una 'superbomba' sull'Afghanistan per colpire tunnel e grotte utilizzate dai miliziani dell'Is. Un'arma potentissima, capace di sprigionare fino a 11 tonnellate di esplosivo e di distruggere tutto nel raggio di centinaia di metri, costruita dagli Usa ai tempi della guerra in Iraq nel 2003 ma finora mai utilizzata in combattimento. "Un'altra missione di successo", ha esultato in serata il presidente Trump.

La 'madre di tutte le bombe' - cosi' e' definita in gergo, dall'acronimo MOAB (in realta' Massive Ordinance Air Blast), ufficialmente GBU-43B - e' stata pensata come un potentissimo deterrente non nucleare ed e' stata messa a punto dall'Air Force a partire dal 2002 per essere poi inserita nel catalogo delle armi possibili contro Saddam Hussein in Iraq. E' stata sganciata alle 17.32 ora di Kabul, da un MC130 dell'aviazione americana, su una rete di tunnel nel distretto di Achin, nella provincia di Nengarhar dell'Afghanistan orientale, a ridosso della frontiera con il Pakistan. Una zona in cui, secondo le autorita' americane, l'Is utilizza bunker e tunnel invulnerabili per gli ordigni ordinari. Per questo, stando al generale John W. Nicholson, che comanda le forze americane in Afghanistan, la superbomba era lo strumento piu' adatto "per eliminare gli ostacoli e mantenere il vantaggio” nell’offensiva contro l'Is.

La Casa Bianca ha confermato l'attacco durante il briefing quotidiano con i giornalisti e il portavoce Sean Spicer ne ha comunicato i dettagli tecnici e soprattutto l'obiettivo da colpire: l'Is. Spicer ha sottolineato che nell'azione "sono state prese tutte le precauzioni per evitare vittime civili e danni collaterali", rimandando poi al Pentagono per ulteriori dettagli. Ma e' stato poi il presidente in persona che, incalzato dai giornalisti, non si e' tirato indietro: "Abbiamo i migliori militari del mondo e hanno fatto il loro lavoro. Per questo hanno avuto un tale successo ultimamente. Si guardi a quanto accaduto nelle ultime otto settimane e lo si paragoni agli ultimi otto anni: vedrete la grande differenza. Questa e' stata un'altra missione di grande successo", ha detto Trump manifestando piena fiducia nei suoi generali.  E poi ha aggiunto: "Non so se cio' rappresenta un messaggio alla Corea del Nord, ma non fa molta differenza. La Corea del Nord e' un problema che sara' risolto".