Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Medio Oriente

Turchia, Erdogan vince il referendum. Più poteri al presidente

Oggi bagno di folla per Erdogan fuori da una moschea di Istambul - REUTERS

Oggi bagno di folla per Erdogan fuori da una moschea di Istambul - REUTERS

Recep Tayyip Erdogan ha vinto il referendum costituzionale che concede maggiori poteri alla figura del presidente della Turchia, sebbene il Paese nei fatti è spaccato in due . Il 'si'' vince con circa il 51,2%, con un margine di circa 1,3 milioni di voti di scarto. L'opposizione denuncia brogli e chiede l’annullamento dell’esito della consultazione.  Reazioni negative dall’Europa, preoccupata anche per le aperture ad un possibile ritorno della pena di morte come annunciato dallo stesso Erdogan. Il servizio di Marco Guerra:

I risultati definitivi arriveranno tra 10 – 11 giorni precisa la commissione elettorale, ma in Turchia emergono già alcuni dati essenziali. Ovvero che il Paese è spaccato in due, con le grandi città contrarie al cosiddetto super-presidenzialismo proposto da Erdogan: a Istanbul e nella capitale Ankara il ‘no’ è sopra il 51%, mentre a Smirne, terza città del Paese e storica roccaforte laica, sfiora il 70%. Anche le aree a maggioranza curda si sono espresse contro la riforma costituzionale, mentre la spinta decisiva per il ‘sì’ è arrivata dall’Anatolia profonda, rurale, e dal voto delle comunità turche all’estero.  

L'Osce parla di un voto referendario in Turchia "non e' stato all'altezza" degli standard internazionali. Le opposizioni contestano il risultato, in particolare la decisione della Commissione elettorale suprema (Ysk) di conteggiare anche le schede senza il suo timbro ufficiale, una disposizione che però era già stata seguita in altre consultazioni. Il Chp, il principale partito di opposizione, chiede l’annullamento del referendum.

Erdogan ha parlato di vittoria storica e ha intimato i Paesi stranieri a rispettarla nel suo primo discorso dopo il referendum. Poi, arringando la folla di sostenitori radunatasi ad Ankara, il presidente turco ha promesso di discutere con gli altri leader politici la reintroduzione della pena di morte in Turchia, che potrebbe essere oggetto di un nuovo referendum.

In Europa, il ministro degli Esteri austriaco ha chiesto di interrompere le trattative per l'ingresso di Ankara nella Ue. Di colpo alla democrazia parlano diversi deputati del Parlamento Europeo e chiedono di sospendere la membership con la Turchia. La Francia critica l’apertura alla pena capitale  che costituirebbe "una rottura con i valori" dell'Ue. Più cauta la Germania. La cancelliera Merkel riconosce il referendum ma invita Erdogan ad un “dialogo rispettoso” con l'opposizione, sottolineato che lo stretto margine con cui ha vinto il ‘sì’ "dimostra come la società turca sia profondamente divisa".