Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

App:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Europa

Francia: l'ombra del terrorismo sulle presidenziali di domenica

I principali candidati del voto francese - AFP

I principali candidati del voto francese - AFP

E’ allarme in Francia. Dopo l’arresto, ieri a Marsiglia, di due presunti terroristi pronti a colpire durante la campagna presidenziale, la polizia ha trovato, in un edificio sempre a Marsiglia, un esplosivo artigianale definito la “firma dell’Is in Europa”. Francesca Sabatinelli:

A pochi giorni dalle elezioni, la Francia è in stato di massima allerta. L’arresto ieri di due presunti affiliati all’Is, entrambi di nazionalità francesi, conosciuti per la loro radicalizzazione, nonché il ritrovamento di esplosivi ha alzato il livello di tensione. Il primo turno del 23 aprile è dunque accompagnato da un imponente schieramento di misure di sicurezza, concentrate soprattutto su Francois Fillon, ritenuto primo obiettivo di un possibile attacco dopo la scoperta di un videomontaggio con l’ex premier come protagonista, seguito dalla candidata dell’estrema destra Marine Le Pen. Nell’appartamento perquisito dalle forze dell’ordine sono stati ritrovati armi, esplosivi, una bandiera nera dell’Is e materiale inneggiante alla vendetta. Gli arrestati, secondo il procuratore antiterrorismo, erano pronti a colpire e avevano “legami con reti in Belgio”. In un video, inoltre, i due prestano giuramento al sedicente Stato islamico. 

Un’incognita pesante grava sul primo turno delle elezioni di domenica prossima. Nelle ultime ore si assiste ad una flessione dei due favoriti, il centrista Macron e la leader del Front National Le Pen, a favore del repubblicano Fillon e di Mélenchon, il candidato più a sinistra di questo voto. Il governo non nasconde i timori per il rischio di una maxi-astensione. Su questa vigilia di voto, Francesca Sabatinelli ha intervistato Antonio Villafranca, responsabile del programma Europa dell’Ispi, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale:

R. – E' una corsa all’Eliseo come non si vedeva da tantissimo tempo, con sorprese, cambi di guardia – devo dire – incredibili. Fino a qualche mese fa, tutti avremmo definito Fillon il promesso presidente, poi varie questioni riguardanti episodi di corruzione o di pseudo-corruzione riguardanti anche membri della famiglia, hanno praticamente azzoppato il candidato dei repubblicani. Per quanto riguarda gli altri candidati, invece, c’è stato un vero e proprio exploit: quello atteso dell’estrema destra della Le Pen, ma anche quello dell’estrema sinistra di Mélenchon, per non parlare poi ovviamente di Macron, che rappresenta la grande novità e che al momento sembra andare al secondo turno insieme alla Le Pen, anche se per quel 20 per cento di indecisi e soprattutto per il fatto che accanto a Macron troviamo Mélenchon con un Fillon che sta un po’ riacquistando terreno, qualsiasi risultato al momento è assolutamente non scontato.

D. – Al ballottaggio, quindi, potrebbe arrivare la Le Pen. La Francia è pronta a virare verso destra?

R. – Anzitutto prendiamo il dato di fondo. Se fosse davvero così, cioè Macron e la Le Pen, noi praticamente avremmo i due partiti principali – i repubblicani e i socialisti – che non riescono a portare, nessuno dei due, il loro candidato “principale” al secondo turno, che è un dato che è fondamentale. Non dimentichiamo che poi, dopo poche settimane, si vota per le parlamentari, e lì bisognerà vedere – appunto – quale sarà la tenuta dei due tradizionalmente principali partiti politici francesi. Se ci fosse il ballottaggio Macron-Le Pen, tutti i sondaggi dicono che al momento Macron dovrebbe risultare vincitore. Non si esclude comunque la possibilità che addirittura al secondo turno possano andare anche Mélenchon e Le Pen, che sarebbe un risultato ancora più sorprendente, dalla portata “rivoluzionaria”, per un Paese come la Francia.

D. – Al di là del risultato, un dato incontrovertibile è che il “Front national” della Le Pen è un partito di riferimento importante per molti francesi …

R. – C’è un’indubbia capacità da parte della leader, di Marine Le Pen, di comunicare. Lei sa articolare molto bene il proprio messaggio. Se vai in una regione relativamente povera del Nord della Francia, come la Piccardia, il suo messaggio è tutto orientato sul sociale e sulla difesa degli interessi dei lavoratori francesi, mentre quando va nel più ricco Sud, come per esempio in Costa Azzurra, il suo messaggio è un messaggio molto più orientato contro gli immigrati, per la sicurezza nazionale, contro il terrorismo e quindi anche per una maggiore presenza delle forze di polizia.

D. – L’allarme terrorismo e gli arresti delle ultime ore, quindi, in qualche modo sono campagna elettorale per la Le Pen?

R. – Sicuramente ci sono momenti di tensione, non c’è dubbio che qualcuno in Francia – o anche fuori dalla Francia – pensi di approfittare della situazione e incidere in qualche modo sulle elezioni. D’altra parte, non sarebbe neanche una novità, in Europa: tutti ricordiamo cosa è successo alla stazione di Atocha a Madrid proprio prima delle elezioni spagnole. Quindi, purtroppo può succedere; ovviamente questo andrebbe soprattutto a favore della destra e dell’estrema destra, cioè di chi propugna un pugno ancora più duro nei confronti della lotta al terrorismo e vorrebbe una politica molto più esigente e di chiusura nei confronti degli immigrati. Diciamo che il rischio che eventuali attentati, o comunque notizie di possibili attentati, possa influire sulle ultime ore della campagna elettorale, esiste e potrebbe appunto favorire soprattutto la destra e l’estrema destra.