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Biotestamento. Scienza e Vita: si va verso abbandono terapeutico

Aula della Camera in votazione sul biotestamento - ANSA

Aula della Camera in votazione sul biotestamento - ANSA

“Si apre all’abbandono terapeutico”. Così il presidente di Scienza e Vita, Alberto Gambino, sul biotestamento in discussione alla Camera. Ieri sono stati approvati i primi due articoli della legge che introducono il riconoscimento del diritto del paziente ad abbandonare totalmente la terapia, comprese alimentazione e idratazione artificiali. Riconosciuta anche l’obiezione di coscienza del medico, però la struttura sanitaria dovrà garantire la volontà di chi è in cura. Massimiliano Menichetti:

Già oggi la legge sul cosiddetto biotestamento potrebbe essere licenziata dalla Camera. Ieri è stato approvato il cuore del provvedimento, i primi due articoli. che tra luci ed ombre solleva non poche polemiche a partire dal fatto che idratazione e alimentazione sono stati definiti trattamenti sanitari. Per padre Vincenzo Sorce, vice-presidente dell’Associazione religiosa degli istituti socio-sanitari, si è aperto "un vastissimo campo di dissenso etico-antropologico". Sancito il divieto di accanimento terapeutico, il paziente potrà sospendere le cure in qualsiasi momento ed è stata garantita la terapia del dolore fino alla sedazione profonda. Il medico potrà ricorrere all’obiezione di coscienza, ma la struttura sanitaria dovrà garantire la volontà del paziente. Nella relazione di cura potranno essere coinvolti anche dei fiduciari e in previsione di una futura incapacità si potrà, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, le cosiddette DAT, esprimere le proprie preferenze in materia di trattamenti sanitari, che saranno sempre modificabili dal paziente. Pesante il giudizio sulla legge dell’associazione pro-life Scienza e Vita, secondo la quale si sta aprendo "all’abbandono terapeutico”.