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Studenti italiani ansiosi. La piscologa: genitori troppo protettivi

Studentesse sui banchi impegnate in un esame - ANSA

Studentesse sui banchi impegnate in un esame - ANSA

Per massima parte sono soddisfatti della loro vita, e oltre l’80 per cento socializza facilmente tra i banchi di scuola, ma il loro problema sembra essere l’ansia. E’ la fotografia dei quindicenni italiani, scattata dall’Ocse, l’organizzazione dei 34 Paesi più industrializzati al mondo, che ha redatto un rapporto sul benessere degli studenti negli Stati membri. Roberta Gisotti ha raccolto il commento di Elisabetta Straffi, psicoterapeuta e psicologa nelle scuole, docente nella Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma:

Se la media Ocse del livello di ansia tra gli studenti che devono superare un test è al 37 per cento quella degli italiani sale al 56 per cento. Il 70 per cento è in ansia anche se molto preparato, contro una media Ocse del 56 per cento. Eppure i ragazzi italiani dichiarano al 96 per cento di essere seguiti dai genitori, che li sostengono al 90 per cento nelle loro difficoltà. Elisabetta Straffi:

R. – Mi sembra un dato molto significativo e mi torna, devo dire, se faccio riferimento alla mia esperienza professionale però anche come mamma di due ragazzi. Credo che in effetti questa prevalenza di problematiche legate all’ansia sia legata forse anche ad uno stile genitoriale iperpresente o iperprotettivo. I genitori oggi sono particolarmente attenti, soprattutto all’area didattica, all’andamento scolastico, alle vicende che capitano anche all’interno della scuola, tra compagni o tra ragazzi e docenti, forse sollecitati anche dai social. Siamo tutti 24 ore su 24 on line, quindi iperinformati sulle vicende che capitano nel contesto scolastico. Forse questa iperinformazione, iperpartecipazione, portano ad una sostituzione del genitore rispetto al figlio, quindi c’è comunque un omettere, forse poco sollecitare l’autonomia dei ragazzi. C’è anche un abbassamento dell’autostima e la risultante è proprio il sintomo dell’ansia.

D. – Questa iperpresenza, questa iperprotezione da parte dei genitori viene lamentata anche dal corpo docente…

R. – Oggi per il corpo docente questa iperpartecipazione è in effetti un problema quotidiano perché porta ad una sovrapposizione di spazi: ci sono alcune decisioni che spettano ai docenti, che spettano alla scuola. C’è una tendenza da parte dei genitori a inserirsi troppo nello spazio che appartiene alla scuola, una sovrapposizione di ruolo. Per superare un po’ questa difficoltà bisognerebbe mantenere gli spazi, definire a chi appartengono e capire in quali momenti si può invece mediare, si può collaborare. L’equilibrio in queste due realtà viene a mancare e i figli risentono di questa conflittualità che si innesca, spesso, fra scuola e famiglia e questo fa compromettere ancora lo stato emotivo, il livello di tranquillità, di affidabilità dei ragazzi. Anche questo può in qualche modo avere il suo effetto sulla situazione dell’ansia, sul disagio emotivo.

D.  - Un rapporto che va, come tutti questi rapporti, sui dati generali ma che apre invece importanti riflessioni…

R. – Importanti riflessioni sul ritrovare un giusto equilibrio, proprio nello stile di vita, anche nella stessa frenesia che noi abbiamo come adulti, come genitori, come educatori. Ritrovare un po’ quella saggezza, quella pace, quell’equilibrio interno che porta a ridimensionare i rapporti, gli spazi, ridefinendo a chi appartengono; ritrovare momenti di riflessione, quindi gestire anche livelli di impulsività che a volte riguardano anche i genitori, riguardano anche le figure educative. Quindi, momenti in cui dobbiamo mettere un po’ in discussione il nostro modo di agire, capire in anticipo l’effetto che può avere… Riconoscere gli effetti per vedere come superarli. Tutto questo però comporta un fermarci dalle frenesie quotidiane, quindi evitare quelle velocità, quel voler trovare in modo immediato le soluzioni: fermarci e riflettere prima di agire. E’ un po’ quello che i nostri nonni sapevano insegnarci anche attraverso i loro comportamenti.