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Tajani: Turchia rispetti libertà stampa se vuole entrare nell'Ue

La foto di Gabriele Del Grande, il giornalista fermato in Turchia - ANSA

La foto di Gabriele Del Grande, il giornalista fermato in Turchia - ANSA

"La Turchia deve rispettare la libertà di stampa se vuol far parte dell'Unione Europea". Lo ha detto ieri il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, rinnovando il suo appello per il rilascio immediato del giornalista Gabriele Del Grande. "Non è un fatto solo italiano", ha sottolineato ricordando che Ankara ha "200 giornalisti in carcere, turchi ma anche stranieri" e citando assieme a Del Grande "il caso del giornalista di Die Welt". Non si può negoziare con l'Ue - ha detto  Tajani - "se si fanno scelte di questo tipo. Peggio ancora se si va verso un referendum per la pena di morte".

Oggi, dopo 11 giorni di fermo in Turchia - ha reso noto il ministro degli Esteri Angelino Alfano - Gabriele Del Grande potrà incontrare il console italiano a Smirne e il suo legale nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea. L’annuncio apre uno spiraglio nella vicenda del documentarista e giornalista toscano, fermato dalle autorità turche durante un controllo al confine con la Siria e da allora senza alcun contatto con l'esterno, salvo una breve telefonata martedì alla famiglia, in cui ha anche annunciato l'avvio di uno sciopero della fame. Al momento, la situazione di Del Grande resta incerta, senza alcuna "accusa formalizzata nei suoi confronti", come ribadito dal presidente della Commissione diritti umani, Luigi Manconi.

A spingere per la sua liberazione è stato ieri anche il capo del governo, Paolo Gentiloni, spiegando di seguire il dossier con la Farnesina. "Spero che il problema sia rapidamente risolto. E' solo un esempio del fatto che abbiamo bisogno di un impegno su un processo inclusivo" di tutta la popolazione turca, nel "rispetto dei diritti fondamentali", ha detto il premier da Washington.