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Papa in Egitto. Santa Sede: unico antidoto all'odio è il dialogo

L'arcivescovo Bernardito Auza - AP

L'arcivescovo Bernardito Auza - AP

Preoccupazione per la situazione in Medio Oriente; condanna dell’uso di agenti chimici in Siria in violazione delle diritto internazionale; riprovazione dei recenti attentati contro civili riuniti in preghiera in Egitto; auspicio di un negoziato diretto tra israeliani e palestinesi che con il sostegno della comunità internazionale porti ad una soluzione di due Stati in pace tra loro. Questo in sintesi, il contenuto dell'intervento dell’arcivescovo Bernardito Auza, nunzio apostolico e Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, ieri durante il dibattito al Consiglio di Sicurezza Onu a New York sul Medio Oriente.

Santa Sede: unico antidoto a odio è dialogo
Il presule ha evidenziato come la visita in Egitto di Papa Francesco in programma per i prossimi 28 e 29 aprile abbia lo scopo di rimarcare che non esiste un antidoto più efficace all’odio e alla violenza che il dialogo e l’incontro. Forte il richiamo ai fornitori di armi ad gire in conformità con le norme internazionali così come quello rivolto ai leader religiosi perché manifestino apertamente l’incompatibilità di ogni religione con il terrorismo compiuto in nome di Dio e con altre azioni contrarie alla dignità umana e ai diritti fondamentali di ogni uomo e donna, soprattutto il diritto alla vita e alla libertà religiosa.

Comunità internazionale protegga minoranze religiose a rischio genocidio
Il pensiero è andato alle minoranze religiose ed etniche in Medio Oriente, la cui presenza storica convissuta pacificamente per millenni con la maggioranza musulmana, è oggi messa a repentaglio dall’estremismo che li ha presi di mira distruggendone il patrimonio culturale e storico. Alla Comunità Internazionale il nunzio apostolico ha chiesto di intensificare gli sforzi per liberare queste popolazioni dal flagello incombente del genocidio perpetrato dai terroristi.

Libano, esempio di accoglienza
Di fronte alla crescente instabilità della Regione mons. Auza ha lodato il Libano che si è assunto l’onere di accogliere milioni di rifugiati provenienti da paesi e territori limitrofi in conflitto. A tal proposito la Santa Sede, in ottemperanza con quanto stabilito dal Consiglio di Sicurezza Onu, chiede il disarmo di tutti gli attori non statali armati attivi e finanziati da fonti esterne.

Due Stati per Israele e Palestina
Ribadendo quindi la soluzione dei due Stati per Israele e Palestina, con confini riconosciuti a livello internazionale, il nunzio apostolico ha invocato un accordo negoziato in buona fede con coraggio e la prospettiva di concessioni reciproche eque. Netto il no a decisioni unilaterali o ad atti di violenza che amplificano odio e divisioni. Chiaro anche l’invito al dialogo in sintonia con quanto desiderato da Papa Francesco, che – ha precisato mons. Auza – assicura ogni sforzo e prega perché le ferite profonde che dividono israeliani e palestinesi possano essere guarite. (A cura di Paolo Ondarza)