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Terrorismo a Parigi: obiettivo dell'Is sono le presidenziali

Fiori sul luogo dell'attentato - AP

Fiori sul luogo dell'attentato - AP

Proseguono serrate le indagini a Parigi dopo l’attentato che ieri sera, sugli Champs-Élysées, ha visto la morte di un agente e il ferimento di altri due, da parte di un uomo che ha sparato colpi di kalashnikov, ucciso a sua volta. Identificato, il 39enne era stato già arrestato in passato colpevole di aver aggredito la polizia, ma rilasciato per mancanza di prove. Ora si cerca un complice, forse proveniente dal Belgio. Fermati tre familiari dell'attentatore. Questo nuovo attacco si inserisce nel quadro del delicato contesto delle elezioni presidenziali di domenica prossima, che, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, ha visto lo stop di comizi e messaggi agli elettori da parte dei candidati. Sentiamo Paola Simonetti:

La Francia, ieri, di nuovo nel mirino del terrorismo di matrice islamica, quando a tenere banco ci sono le elezioni presidenziali di domenica. Un colpo al cuore di Parigi, sugli Champs-Élysées, da parte di un uomo che ha assalito gli agenti schierati, proprio mentre in tv si consumava l’ultimo confronto fra i candidati al voto. Un’azione terroristica che, dunque, sembra aver mirato a dare un segnale ben preciso, come spiega Francesco Strazzari, docente di scienza politica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed esperto di terrorismo e Medioriente:

"Le pattuglie di polizia sono ovunque, sono state prese di mira direttamente, da un individuo verosimilmente segnalato. E' stato sufficiente un kalashnikov per fare un piccola, miserabile parata militare. Lo Stato Islamico ha così voluto intendere un proprio intervento in diretta nella campagna elettorale, andando a colpire proprio nel momento in cui i candidati stavano incollando i francesi alla televisione nell'ultimo dibattito. In questo modo hanno preso la parola sulle elezioni, costringendo anche alcuni candidati a sospendere la campagna elettorale, avendo dunque l'ultima parola". 

Ma a giocare un ruolo nell’agguato di ieri, anche le politiche francesi nella lotta al sedicente Stato Islamico. Sentiamo ancora Francesco Strazzari:

"Ogni attentato terroristico cela in sè un messaggio diretto di deterrenza: ieri mattina il presidente Hollande aveva ammesso che la Francia aveva fornito armi ai ribelli siriani contro il sedicente Stato Islamico. C'è sempre bisogno di un inquadramento in una logica internazionale. Qual è il messaggio che sta passando?  Da una parte c'è la lettura delle difficoltà militari dell'Is, dall'altra parte c'è il tentativo di influenzare le elezioni più importanti per gli equilibri della storia europea degli ultimi anni".

E ora, il nuovo attacco terroristico di Parigi lascia tutti i candidati, che hanno fermato anticipatamente la campagna elettorale, a riflettere su come quest’ultima si sia svolta, come ha spiegato al microfono di Fabio Colagrande, Daniele Zappalà, corrispondente da Parigi per il quotidiano Avvenire:

“Il clima elettorale è cambiato e si può dire che a Parigi riaffiora il rimorso. La campagna elettorale aveva, per molti aspetti, lasciato un po’ da parte o comunque non era stata davvero monopolizzata dal tema della sicurezza. Naturalmente nelle ultime ore tutti i commenti dei candidati in vista del primo turno delle presidenziali di domenica sono concentrati proprio su questo evento che stravolge il quadro e rischia di avere delle conseguenze”.

Il governo, per ora, da parte sua ha predisposto il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutta la Francia. Il governo "è totalmente mobilitato" ha assicurato il primo ministro Cazeneuve, chiedendo di "non cedere alla paura" e di far prevalere l'unità".