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Venezuela: altri 12 morti nelle violenze a Caracas

Una zona saccheggiata a Caracas - REUTERS

Una zona saccheggiata a Caracas - REUTERS

Tensione alle stelle in Venezuela dove le manifestazioni contro il presidente socialista Maduro non si fermano. Le opposizioni hanno indetto per oggi una nuova giornata di protesta per costringere Maduro alle dimissioni. Caracas ha vissuto ieri una nuova giornata di violenza: 12 le vittime. Episodi non tutti chiari. Il governo accusa gli oppositori di allearsi a bande di delinquenti comuni che si danno ai saccheggi: 8 persone sarebbero morte per cause da precisare durante una razzia in un forno. I manifestanti accusano la polizia di sparare ad altezza d’uomo e i cosiddetti “colectivos”, gruppi armati filogovernativi. In tre settimane di dimostrazioni hanno perso la vita oltre 20 persone, 1300 gli arresti

Per oggi i vescovi del Paese hanno organizzato in città una "Via Lucis" per la pace. Chiedono che le manifestazioni si svolgano senza violenze ma invitano i cittadini a reclamare i loro diritti. Intanto, si fa sempre più acuta la crisi economica nel Paese, dove mancano cibo e medicine. Giada Aquilino ha raccolto la testimonianza di padre Michele Pan, superiore della Missione cattolica italiana presso la parrocchia di Nostra Signora di Pompei a Caracas:

R. - Abbiamo difficoltà ad avere il pane, la pasta … Oggi li trovi, domani no … devi aspettare due o tre giorni. Ma il problema più grande è la disunione, la violenza e la discordia tra di noi. Non c’è quel dialogo necessario tra il governo e l’opposizione. Allora questa contraopposizione porta grandi difficoltà.

D. - E la gente cosa chiede?

R. - Chiede che ci sia una vera soluzione per il bene del popolo. O troveremo il cammino della pace o non so come andranno a finire le cose!