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Nei cinema il documentario "Libere" sulle donne nella Resistenza

Una scena del film "Libere" - RV

Una scena del film "Libere" - RV

In occasione della Festa della Liberazione è uscito nei cinema italiani il documentario “Libere” di Rossella Schillaci, realizzato montando immagini e audio originali d’archivio in cui protagoniste sono le donne che si impegnarono nella Resistenza. Testimonianze di coraggio e ricordi amari di quello che per loro fu il Dopoguerra. Il servizio di Luca Pellegrini:

“Io vorrei che qualche giovane studente volesse fare oggetto di studio quello che è stato il movimento femminile durante la Resistenza”.

Nel 1965 Ada Gobetti, giornalista e partigiana attiva in Val di Susa durante la guerra di Liberazione, e della quale abbiamo sentito la voce, chiese che si facesse luce sul ruolo della donna nella Resistenza italiana. Molte, infatti, furono inserite attivamente nelle divisioni partigiane, molte si impegnarono in opere di carità, sostegno e aiuto sociale. Una di loro confessa i motivi di questa scelta coraggiosa:

“Ho visto i morti, i civili massacrati e così sono diventata partigiana”.

“Volevamo pane, pace e libertà. E per questo combattevamo”, dice un’altra. Libere di Rossella Schillaci le racconta inanellando testimonianze sincere che ricordano quei tempi dolorosi, mentre scorrono immagini d’archivio. Erano donne “di molti orientamenti, c’erano anche molte cattoliche”, ricorda una di loro, che a fine guerra si ritrovano in Piazza San Pietro ad ascoltare le esortazioni di Pio XII. “Il film - precisa la regista - racconta una Resistenza parallela, la Resistenza delle donne, a volte non coincidente nelle diverse motivazioni e modalità d'azione con la Resistenza cui convenzionalmente ci si richiama”. Dichiarano che la Liberazione “fu una cosa meravigliosa, una sensazione bellissima, quella di stare facendo qualcosa di importante anche se si rischiava la vita”. Dopo la guerra, arrivò il voto, un certo benessere, si cominciò a parlare di emancipazione. Ma non mancarono le delusioni. “Non è stato bello il dopoguerra, no”, confessa una anziana con amarezza. Il lavoro ritornava ad essere prerogativa maschile, l’inserimento nella politica un cammino per nulla scontato. “Sognavamo un mondo nuovo e giusto, invece ... ”. Colpisce di queste donne “libere” la sincerità e il loro sguardo per nulla scontato.