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L’attualità di Fatima, cent'anni dopo, secondo Saverio Gaeta

L’attualità di Fatima, cento anni dopo, secondo Saverio Gaeta - RV

L’attualità di Fatima, cento anni dopo, secondo Saverio Gaeta - RV

Attualità di Fatima 
“Fatima ha rappresentato una sorta di spartiacque fra le apparizioni mariane precedenti, come Rue du Bac e La Salette, molto legate alla situazione storica della Francia del XIX secolo, e quelle successive che sono rivolte a tutto il mondo”. A sostenerlo è Saverio Gaeta, giornalista e scrittore, vaticanista di Famiglia Cristiana autore del libro: “Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione” (San Paolo).

Siamo a rischio autodistruzione 
“Il messaggio della Madonna di Fatima – spiega Gaeta - ci dice infatti quali erano i rischi per l’umanità di un secolo fa e quali sono quelli del tempo attuale. In primis, il rischio dell’autodistruzione per motivi legati alla guerra ma anche per cause ecologiche.  Un rischio che si fa via, via sempre più drammatico: basti pensare che nel 1917 non si conosceva certo la possibilità di una guerra nucleare. E poi, un messaggio forte sulla fede: un richiamo a viverla intensamente”.

Apparizioni subito confermate dalla Chiesa 
“Cento anni fa a Fatima, in Portogallo, fra il 13 maggio e il 13 ottobre, si verificano sei apparizioni mariane che subito sembrano attendibili alla Chiesa, che attraverso il vescovo locale crea una commissione che in soli tredici anni, nel 1930, ne approva la veridicità. Ma già negli anni precedenti la Chiesa ne permette il culto e permette la costruzione di un cappellina sul luogo delle apparizioni”.

La Madonna guida i pastorelli 
“In queste sei apparizioni nella località Cova d’Iria i tre pastorelli veggenti, Lucia,  Francisco e Giacinta, vengono via, via accompagnati. La Madonna, si rivelerà a loro completamente solo nell’ultima apparizione, quella del 13 ottobre, quando si verifica il cosiddetto ‘miracolo del sole’, che permette ai circa settantamila presenti di accorgersi che qualcuno dall’alto sta intercedendo per mostrare la veridicità di ciò che sta accadendo. Ma, durante quei mesi i bambini vengono guidati alla comprensione graduale ma costante di quello che è il senso della vera fede, il senso della carità, che li coinvolge personalmente, il senso del richiamo alla devozione verso il cuore immacolato di Maria, come ciò che aiuterà il mondo a salvarsi, perché conduce a Gesù Cristo”.

Il segreto 
“E’ il 13 luglio il giorno in cui ai tre pastorelli viene mostrato il cosiddetto ‘segreto di Fatima’. I veggenti ricevono delle immagini che mostrano loro l’inferno, la devozione al cuore immacolato di Maria come possibilità di salvezza del mondo, l’immagine del vescovo vestito di bianco che viene ucciso. E contemporaneamente ascoltano le spiegazioni della Vergine che illustra loro ciò che potrebbe accadere ma che la preghiera può riuscire a impedire”.

Il miracolo del sole 
“In occasione del ‘miracolo del sole’, in cui il globo solare risultò mobile e cangiante alle decine di miglia di persone presenti alla Cova da Iria, ma allo stesso tempo osservabile senza alcun problema a occhio nudo, alcuni giornalisti anticlericali presenti con l’intenzione di prendersi burla dei tre veggenti creduloni, furono poi costretti a raccontare, sui loro giornali massonici, la veridicità di quei fatti e ammettere il sovrannaturale”.   

Suor Lucia 
“Depositaria del contenuto delle apparizioni di Fatima è stata Lucia dos Santos, cugina di Francisco e Giacinta, e la maggiore dei tre pastorelli. Fu infatti l’unica a sopravvivere mentre i cuginetti morirono a causa dell’epidemia della febbre spagnola fra il 1919 e il 1920. Lucia ebbe il compito divino di fare ciò, ricevendolo proprio dalla Madonna. Lucia, poi suor Lucia, ebbe il conforto di tante altre apparizioni e locuzioni, della Vergine e di Gesù, nel corso della sua vita, che la guidarono in questo ruolo di testimone. Per lei si è già conclusa, nel febbraio scorso, la fase diocesana del processo di beatificazione”.

Sacrifici e preghiere 
“La Madonna fin da subito chiese ai tre pastorelli di offrire sacrifici a Dio in atto di riparazione dei peccati, da cui egli è offeso, e come supplica per la conversione dei peccatori. E i pastorelli, pur essendo bambini, compiranno sacrifici in quantità immensa e in qualità straordinaria. Fra i motivi per cui Francisco e Giacinta, in particolare, sono diventati beati e ora santi, pur essendo bambini e non martiri, è il riconoscimento delle loro virtù in grado eroico. Dal primo istante iniziarono con piccoli gesti, donando le loro merende ai bambini poveri della zona. Seppero anche esercitare in grado eroico la virtù della fede e confidare nella presenza di Dio e della Madonna in ogni momento. Anche quando furono minacciati di essere bollitivi vivi in un pentolone, se non avessero negato le apparizioni, dal sindaco di Ourém, di inclinazioni massoniche. Ciò è stato dimostrato attraverso un lungo processo di canonizzazione che ha messo in luce il grado eroico delle loro virtù cristiane”.   

I papi e Fatima 
“Tutti e nove i pontefici che sono stati sulla cattedra di Pietro dal 1917 a oggi hanno avuto a che fare con le apparizioni. E si può pensare che qualche segnale dal cielo sia stato rivolto loro direttamente. Fin da Benedetto XV, che – soltanto una settimana prima delle apparizioni – aveva deciso di inserire fra le litanie lauretane che si recitano con il Rosario, l’invocazione Regina della Pace. Solo sette giorni dopo la Madonna apparirà ai tre pastorelli a Fatima annunciando la fine della guerra. Per venire a oggi, lo stesso Papa Francesco, il giorno in cui venne eletto, chiese all’allora cardinale patriarca di Lisbona, Policarpo, di pregare per lui davanti alla Madonna di Fatima e di consacrarle il suo Pontificato. Una consacrazione che il Papa potrà rinnovare personalmente il prossimo 13 maggio”.


(Fabio Colagrande)