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Moro, 39 anni dalla morte. Oltre alle Br di chi le responsabilità?

Cerimonia per Aldo Moro - ANSA

Cerimonia per Aldo Moro - ANSA

Cerimonia a Roma a 39 anni dalla morte di Aldo Moro. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha deposto una corona di fiori in via Caetani, dove le Brigate Rosse lasciarono il corpo del presidente della Democrazia cristiana. Una figura fondamentale nella storia della Repubblica. Alessandro Guarasci:

Ci sono ancora punti oscuri nella morte di Aldo Moro. Oltre alle Br, di chi le responsabilità? Il presidente della Commissione d’inchiesta, Giuseppe Fioroni:

“I punti da dirimere sono – ahimé – ancora molti, ma il tema fondamentale è rendersi conto che fummo oggetto di una sconfitta del terrorismo  per tombamento”.

Insomma, l’attacco allo Stato decretò la fine dell’estremismo rosso. Per il giornalista Giorgio Balzoni, autore del libro “Moro il professore”, c’è dell’altro però:

“Sono convinto che all’interno del piano delle Brigate Rosse i terroristi ad un certo punto siano stati sollevati in qualche modo dall’incarico e qualcun altro abbia preso le decisioni definitive, e in queste vedo alcune parti dei servizi segreti deviati e vedo anche una parte della P2”.

Moro univa visione politica e anche grosse doti umane. Un patrimonio unico, per qualsiasi statista. Balzoni fu suo allievo all’Università di Roma :

“All’università di Roma noi avevamo lezione lunedì, mercoledì e venerdì. Lui era ministro degli esteri. Per un intero anno non saltò mai una sola lezione e al termine di questa rimaneva spesso, anzi sempre, almeno un paio d’ore a chiacchierare con noi nel corridoio dell’università”.

Moro diceva che “governare significa fare tante singole cose importanti ed attese, ma nel profondo vuol dire promuovere una nuova condizione umana”. Insomma, anche con l’apertura a sinistra Moro cercava di disegnare un nuovo sistema politico. Giuseppe Fioroni:

“È una politica inclusiva; è una politica che fa proprie le ragioni dell’altro. È una politica accogliente; è una politica del dialogo e della persuasione. Speriamo di ritornarci”.

Una politica lontana dai processi di piazza, che guardava anche a una “solidarietà nazionale” nel tentativo di evitare ogni forma di strappo. D’altronde era  un’Italia, quella degli anni ’70, ancorata alla Nato, ma una parte del Paese guardava all’Unione Sovietica. Ancora Giorgio Balzoni:

“Questa disponibilità, questa fatica nella ricerca delle cose che uniscono più di quelle che dividono, non riesco a vederla, sinceramente”.

La figlia Maria Fida Moro non ha partecipato alle celebrazioni, e questo, dice, "finche non sarà applicata correttamente e pienamente la legge 206 del 3 agosto 2004 in favore delle vittime del terrorismo, anche per mio padre Aldo Moro. Quale sia la valenza di questa disapplicazione non è noto. Mio padre non è vittima? Oppure non è vittima del terrorismo?".