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Burundi: morto don Adolphe, sacerdote rapito ad aprile

Un'immagine di Bujumbura - AP

Un'immagine di Bujumbura - AP

Don Adolphe Ntahondereye “è morto a seguito dei maltrattamenti che gli sono stati inflitti e che hanno aggravato il suo precario stato di salute”. E’ quanto ha dichiarato l’arcivescovo di Bujumbura, mons. Evariste Ngoyagoye, ricordando che il sacerdote, deceduto ieri in Burundi, era stato liberato due settimane fa. Il prete, vicario della parrocchia San Francesco Saverio di Gatumba, era stato rapito lo scorso 9 aprile insieme con altre tre persone. Il sequestro - ha ricordato l’agenzia Fides - è stato preceduto da un agguato stradale teso da un gruppo di uomini armati.

La testimonianza di un compagno di prigionia
Un compagno di prigionia di don Adolphe Ntahondereye ha riferito che la prigionia ha duramente segnato il sacerdote precisando che i rapitori li hanno costretti a percorrere a piedi lunghe distanze in zone di montagna. “A causa dello stress accumulato - ha aggiunto - il sacerdote faceva fatica a camminare”. “Se non fossi abituato a fare tutti i giorni a piedi il tragitto Gatumba-Bujumbura - ha concluso il compagno di prigionia del religioso - anch’io non avrei potuto resistere”. (A.L.)