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Ucraina, il nunzio Gugerotti: i bambini pregano per la pace

Regione del Donbass - EPA

Regione del Donbass - EPA

Papa Francesco nella sua stanza custodisce un’immagine di San Giuseppe che dorme. Sotto questa immagine sono raccolte intenzioni di preghiera provenienti da tutto il mondo. Tra queste, c'è anche un biglietto di bambini ucraini con preghiere per la pace. E’ quanto ha detto, in una intervista rilasciata all’agenzia Sir, il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Claudio Gugerotti, che nei giorni scorsi ha incontrato il Pontefice. Il nunzio ha rivelato, in particolare, che il Santo Padre gli ha detto: “Metterò il biglietto con le preghiere dei bambini sotto San Giuseppe perché continuamente possa rivolgere a Dio le preghiere per loro anche quando io dormo”.

Aiuto umanitario fondamentale
A soffrire maggiormente le conseguenze del conflitto - ha spiegato inoltre mons. Gugerotti - sono proprio i più piccoli. “I bambini - ha detto - saranno segnati a vita da quello che hanno visto e stanno tuttora vivendo. Hanno già sulle loro piccole spalle tre anni di bombardamenti continui e una vita da sfollati, nella minaccia continua della guerra. È un’esperienza terribile”. Il nunzio ha anche ricordato che sono stati raccolti diciotto milioni di euro sia tramite la colletta per l’Ucraina lanciata da Papa Francesco lo scorso anno sia con un’aggiunta personale del Santo Padre. “Il Papa - ha affermato il nunzio - sa che l’aiuto umanitario è fondamentale perché consente alle persone di sopravvivere. La carità è la miglior diplomazia”.

Drammatica situazione nella regione del Donbass
Soffermandosi sulla situazione nella regione del Donbass, mons. Gugerotti ha detto infine che lo scenario è preoccupante: “È aumentato il costo dell’elettricità. È in atto un blocco delle merci. La situazione è ancora più drammatica della povertà. Gli anziani faticano a ricevere la pensione ucraina. Ci sono problemi di riscaldamento e, soprattutto, di accesso ai farmaci e alle cure sanitarie. Ora c’è anche il problema dei vaccini per i bambini. Tutti i ponti sono saltati e per raggiungere Lugansk bisogna fare un giro lunghissimo oppure passare per la Russia. Una situazione pesante”. (A.L.)