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Dopo di noi, legge fondamentale per assistere i disabili

Marcia per chiedere più diritti per i disabili - ANSA

Marcia per chiedere più diritti per i disabili - ANSA

E’ conosciuta come la Legge sul Dopo di Noi, ma il suo vero nome è legge 112 del 2016 e il suo obiettivo è permettere che nascano tutte le misure di assistenza, cura e protezione necessarie alle persone con disabilità senza sostegno familiare. Se ne è parlato in un convegno che si è svolto a Bologna, organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. Il servizio di Stefano Leszczynski:

Agire non solo per chi soffre ma con chi soffre. E’ questo l’impegno pastorale che ha spinto la responsabile Cei del settore per la catechesi delle persone disabili, suor Veronica Donatello, a promuovere il seminario di studio sulla legge 112, conosciuta anche come legge sul “dopo di noi”. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire un’occasione di formazione per quanti nelle comunità ecclesiali e nelle associazioni operano per i diritti delle persone con disabilità nella convinzione che la conoscenza delle misure di assistenza cura e protezione introdotte da questa nuova legge nel 2016 permetta soprattutto ai familiari di persone con disabilità di poter vivere serenamente il “dopo di noi” e di poter far godere ai loro familiari disabili un accompagnamento dignitoso anche quando il sostegno famigliare verrà meno, come ci spiega Paola Scarcella, della comunità di sant’Egidio:

R. - Parlando di questo problema del “Dopo di Noi” direi che è una grande domanda che accompagna tante famiglie, soprattutto famiglie in cui i figli diventano grandi, diventano adulti, famiglie di genitori anziani che si pongono il problema di “chi penserà a mio figlio dopo di me?”. Noi della Comunità di Sant’Egidio abbiamo provato a raccogliere questa domanda da tanti anni, proprio per una presenza, una vicinanza alle persone con disabilità, ormai data da più di 40 anni, dall’inizio degli anni ’70.

D. – Come si è arrivati intanto ad avere una legge sul “Dopo di Noi” e queste norme su cosa si focalizzano?

R. – Diciamo anzitutto una cosa. Secondo me questa legge è un punto fermo molto importante, una grande conquista italiana e non è così diffusa in tutta Europa, per esempio. Quindi dico, il “Dopo di Noi” è una legge buona e vuol dire che il Parlamento per la prima volta si è messo a pensare e a legiferare su questo. D’altra parte è una legge che risponde anche a tanti principi. Vivere nella società vuol dire non vivere reclusi in un istituto ma vivere in delle case. In questo senso il “Dopo di Noi” dà anche la possibilità alle famiglie di scegliere un futuro per i propri figli, dopo ma già da adesso, quindi di decidere cosa io voglio fare per mio figlio. La legge prevede per esempio la possibilità del “trust”, di creare questo istituto in cui il genitore dispone da prima come vuole che suo figlio viva e creare fondi vincolati, quindi di dire: io voglio che ciò venga utilizzato per dare una casa a mio figlio, mio figlio potrà ospitare delle persone… Quindi dà una serie di tranquillità alla famiglia, di non dover lasciare i propri figli, che sono poi figli che hanno bisogni speciali e quindi hanno bisogno di un’attenzione e di un amore particolare, quindi di garantire da adesso un futuro che non sia abbandonato poi all’istituzionalizzazione o a soluzioni non certo felici.