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Il Papa a Fatima: diventiamo con Maria segno della misericordia di Dio

Papa Francesco a Fatima - AP

Papa Francesco a Fatima - AP

Il Papa è da ieri nel Santuario di Fatima, in Portogallo, dove oggi, 13 maggio, canonizzerà i pastorelli veggenti Francesco e Giacinta, come momento culmine delle celebrazioni per il centenario delle apparizioni. Ieri sera, nella Cappellina sorta sul luogo di quelle manifestazioni mariane, Francesco ha offerto una preghiera alla Vergine e ha presieduto la recita del Santo Rosario. Il servizio del nostro inviato. Il servizio di Fabio Colagrande:

Dopo una mattinata di pioggia c’è il sole a Fatima, quando la spianata del Santuario, gremita da centinaia di migliaia di fedeli esplode di gioia all’arrivo di Francesco, giunto come pellegrino della speranza e della pace. Di fronte alla statua della Vergine, nella Cappella delle apparizioni, il Papa pronuncia una preghiera ispirata alla “Salve, o Regina” in cui si presenta come “ vescovo vestito di bianco”. “Vengo come profeta e messaggero per lavare i piedi a tutti, alla stessa mensa che ci unisce”, recita Francesco. Poi, un invito missionario:

"Faz-nos seguir o exemplo dos Bem-aventurados Francisco e Jacinta..."
“Fa’ che seguiamo l’esempio dei Beati Francesco e Giacinta, e di quanti si consacrano all’annuncio del Vangelo. Percorreremo così ogni rotta, andremo pellegrini lungo tutte le vie, abbatteremo tutti i muri e supereremo ogni frontiera, uscendo verso tutte le periferie, manifestando la giustizia e la pace di Dio”.

Più tardi, il Papa torna nella piazza illuminata dalle fiaccole dei pellegrini per la benedizione delle candele. Nella Cappellina pronuncia una meditazione mariana sul tema della misericordia. Maria – spiega – è maestra di vita spirituale non una “Santina” alla quale si ricorre per ricevere favori a basso costo. La Vergine, con la sua tenerezza, non è più misericordiosa del Signore, bensì tramite del perdono di Dio:

"Possamos, com Maria, ser sinal e sacramento da misericórdia..."
"Possa ognuno di noi diventare, con Maria, segno e sacramento della misericordia di Dio che perdona sempre, perdona tutto". Dopo la Recita del Santo Rosario, Francesco lascia la piazza mentre il cardinale Parolin celebra la veglia che precede la canonizzazione odierna. “Anche se persistono le guerre – sottolinea il porporato nell’Omelia – perseveriamo nella preghiera che non è mai inutile”.