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Festeggiare le mamme, dono per la famiglia e la Chiesa

Festa della mamma - AP

Festa della mamma - AP

Oggi, 14 maggio, festa della mamma. Una ricorrenza che in tutto il mondo si celebra con eventi, manifestazioni e kermesse culturali ma anche un’occasione per ribadire la necessità di diritti e tutele ancora mancanti. “Una società senza madri sarebbe una società disumana” – ha detto il Papa – nell’udienza del 7 gennaio 2015. Cecilia Seppia

Fiori, regali, dolci, biglietti e poesie: la festa della mamma, che tradizionalmente cade la seconda domenica di maggio, mette in moto com’è inevitabile la macchina del business, del consumismo, si moltiplicano eventi, iniziative, si riempiono le strade di folle che manifestano sotto la stessa bandiera, ma prima ancora muove il cuore di ogni figlio, che a sua madre deve la vita, l’esistenza, la formazione umana e spirituale. E se la voce dei politici e delle istituzioni sale in questa occasione, quella di Papa Francesco resta costante, come il suo affetto per mamma Regina, donna forte e virtuosa, per la nonna Rosa, madre due volte come tutte le nonne, a cui Bergoglio deve la scoperta della fede cristiana.

“Una società senza madri sarebbe una società disumana, perché le madri sanno testimoniare sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale. Le madri trasmettono spesso anche il senso più profondo della pratica religiosa…Senza le madri, non solo non ci sarebbero nuovi fedeli, ma la fede perderebbe buona parte del suo calore semplice e profondo. E la Chiesa è madre, con tutto questo, è nostra madre! Noi non siamo orfani, abbiamo una madre!”

Una festa che affonda le sue radici nelle culture politeiste. Nell’Antica Grecia, con Rea, madre di tutti gli Dei, o Cibele, simbolo per i romani della Natura e della fecondità, e che ha avuto le sue evoluzioni attraverso il tempo e le mode, ma è con il Sì alla salvezza della Vergine Maria, che il Mother’s Day assume una forma e un senso diversi. Con lei si celebra la vita e il sacrificio, il silenzio e l’ascolto fecondo, la docilità che ha cambiato la storia. Eppure…

“Eppure accade che anche nella comunità cristiana la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto, che sia poco ascoltata. Eppure al centro della vita della Chiesa c’è la Madre di Gesù. Forse le madri, pronte a tanti sacrifici per i propri figli, e non di rado anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto. Bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana per essere efficienti al lavoro e attente e affettuose in famiglia; bisognerebbe capire meglio a che cosa esse aspirano per esprimere i frutti migliori e autentici della loro emancipazione”.

Madri sole, madri lavoratrici, madri migranti: tutte secondo il Papa, sono l’antidoto più forte al dilagare dell’individualismo egoistico, con il dono costante di sé. Loro si dividono, lottano quotidianamente ma odiano la guerra. Esempi rari di bellezza e testimonianza, le mamme vanno festeggiate, onorate, ringraziate, sostenute dalla società. Mai approfittarne, mai ignorarle, mai relegarle ad un ruolo marginale:

“Carissime mamme, grazie, grazie per ciò che siete nella famiglia e per ciò che date alla Chiesa e al mondo. E a te, amata Chiesa, grazie, grazie per essere madre. E a te, Maria, madre di Dio, grazie per farci vedere Gesù. E grazie a tutte le mamme qui presenti: le salutiamo con un applauso!”