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Giornata dell'8xmille alla Chiesa, informare sul bene fatto

Il parroco romano don Diego Conforzi testimonial dello spot Cei per il sostegno al clero - ANSA

Il parroco romano don Diego Conforzi testimonial dello spot Cei per il sostegno al clero - ANSA

Una Giornata dedicata a far conoscere il bene fatto e quello ancora da fare.  E’ l’obiettivo della XXVIII Giornata Nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, promossa dal Servizio della CEI per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa, celebrata oggi in tutte le diocesi italiane. Quest’anno ci sarà un duplice obiettivo: da una parte informare i contribuenti sulla destinazione dei fondi, dall’altra avere la possibilità di sostenere un progetto parrocchiale. Sull’importanza di questa giornata ascoltiamo Matteo Calabresi, Responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa al microfono di Marina Tomarro:

R. – Il sostegno economico alla Chiesa non è una scelta automatica, ma una scelta che deve essere rinnovata ogni anno seguendo un criterio di libertà di indipendenza da parte dello Stato. Quindi ogni anno durante la dichiarazione fiscale i contribuenti italiani hanno la possibilità di confermare la fiducia alla Chiesa cattolica firmando, appunto, l’apposito modello. Questo è un rinnovare la fiducia che ogni anno i cittadini hanno nei confronti della Chiesa.

D. - Con questo sostegno quali obiettivi sono stati raggiunti e quali sono invece gli obiettivi futuri?

R. - La Cei è impegnata in un’operazione di trasparenza, uno dei valori fondamentali del suo avvenire, per il sostegno economico alla Chiesa. E lo porta avanti con una serie di strumenti: con i rendiconti diocesani, con il rendiconto che viene pubblicato sul sito www.sovvenire.it oppure www.8xmille.it; e lo fa anche tramite una mappa navigabile che si trova appunto sul sito www.8xmille.it. In questa mappa navigabile ci sono oltre 11mila interventi che possono essere approfonditi dai navigatori internet, i quali possono scoprire come sono stati utilizzati i fondi 8xmille. I fondi 8xmille devono essere utilizzati secondo le tre destinazioni obbligatore precisate dalla legge: sostentamento del clero in primis, le esigenze di culto e pastorali della popolazione e la carità sia in Italia sia nei Paesi in via di sviluppo. Quindi la Cei è obbligata a usare i fondi 8xmille secondo queste tre destinazioni.

D. - Le parrocchie in tutto questo che ruolo hanno?

R. - Le parrocchie sono il primo punto di contatto con le persone più bisognose sul territorio e quindi attraverso di loro, le persone entrano in contatto con le Caritas parrocchiali. I fondi 8xmille vanno alle diocesi che sono ovviamente le più titolate a conoscere il proprio territorio per capire dove meglio indirizzare i fondi 8xmille, a seconda delle esigenze dei più deboli e delle esigenze locali.

D. - Quest’anno avete lanciato anche il concorso “Tutti per tutti”. Di cosa si tratta?

R. - Il concorso “Tutti per tutti” è rivolto alle parrocchie alle quali chiediamo di ideare un progetto che aiuti lo sviluppo delle comunità parrocchiali. Quindi una volta che la parrocchia ha individuato questo bisogno, può creare un progetto di utilità sociale che deve essere ovviamente un progetto particolareggiato, sostenibile e corredato da un project plan, quindi che si sviluppi in maniera precisa dal punto di vista economico e corredato da documenti abbastanza tecnici. Le parrocchie in concorso contribuiscono ai dieci premi messi a disposizione che vanno dai mille ai 15mila euro. Chiaramente, vincono i progetti migliori. Per fare un esempio: la parrocchia che ha vinto l’anno scorso è una parrocchia di Roma che ha pensato di istituire dei corsi di formazione tecnico-professionale per giovani che hanno smesso di studiare o che hanno smesso anche di cercare lavoro perché non ne trovano. Questi giovani hanno già iniziato questo percorso di formazione in materie come elettricista, muratore, idraulico, quindi lavori molto concreti, che daranno loro la possibilità di unirsi in cooperativa e quindi finalmente di trovare un lavoro e avere qualche introito.