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"La Roma di don Luigi Di Liegro", un libro a 20 anni dalla morte

Copertina del volume dedicato a don Luigi Di Liegro - RV

Copertina del volume dedicato a don Luigi Di Liegro - RV

“La carità non è un vago sentimento di compassione, né si fonda su un sentimento di altruismo ingenuo, ma nasce dall’analisi della complessità del sociale, dai guasti provocati dal sistema sociale disordinato e dalla carenza di etica collettiva”. Così spiegava don Luigi Di Liegro il reale valore della carità. Una virtù da applicare nella vita di tutti i giorni, tendendo una mano a chi ne ha più bisogno, ma sforzandosi di capire anche le cause che generano povertà e subalternità all’interno della società. A 20 anni dalla sua morte, il libro “La Roma di don Luigi di Liegro”,  edito dalla Palombi Editore, raccoglie i numerosi scritti del sacerdote. Il servizio di Daniele Gargagliano:

Un uomo dolce ma determinato, un pastore al servizio dei più deboli. Chi lo ha conosciuto, lo descrive così don Luigi Di Liegro, primo direttore della Caritas diocesana di Roma. Un prete in prima linea nel difendere e aiutare gli ultimi della società: malati di Aids, immigrati e poveri. Tutti meritano la carità, virtù teologale, intesa non come mera beneficienza, ma con l’intelligenza di chi riesce a tradurre il Vangelo nelle circostanze in cui vive: dentro una società che cambia e si trasforma. Con l’unico scopo di assistere e restituire dignità a chi sta lì fuori, ai margini della strada: gli ammalati, gli esclusi, i carcerati. Una missione spiegata dal presidente della Fondazione Internazionale don Luigi Di Liegro Onlus, padre Sandro Barlone:

"Credo di aver compreso come tutto il movente delle sue azioni fosse proprio una comprensione teologica della Carità, come partecipazione all’amore con cui Dio ama l’uomo, come espressione dell’amore sorgivo di Dio che ama l’uomo attraverso altri uomini, tra l’altro, a cui consegna una sensibilità che permette di intercettare un bisogno e di rispondergli proprio come avrebbe risposto Dio".

Il ritratto e l’azione pastorale del prete, venuto da Gaeta, emergono in modo chiaro nei suoi scritti, raccolti nel libro “La Roma di Don Luigi Di Liegro”. Don Luigi fu tra i promotori nel 1974 del “Convegno sui mali di Roma”, un evento destinato a cambiare le sorti dell’associazionismo, non solo cattolico, ma soprattutto ad accendere le luci sui primi segnali di crisi sociale e morale della capitale. Il curatore del libro, il giornalista Vittorio Roidi:

"Erano anni già difficili: i poveri, i bisognosi, gli  immigrati … Lui in realtà ha messo al centro della risoluzione del problema la carità, la misericordia ma anche  l’essere diversi come cristiani. Lui ha teorizzato che la Chiesa debba muoversi in modo diverso. Il prete lavora diversamente in una città, che poi si è complicata, e purtroppo ora l’abbiamo davanti. Si è capito che lui aveva visto giusto: i problemi non si sono risolti ma la strada era quella".

Anni difficili per la città di Roma, in cui si creavano le prime barricate contro le comunità nomadi Rom e Sinti o esplodeva la paura per l’insorgere dell’Aids. Nell’aprile del 1988 la Caritas ottenne dal Consiglio comunale di Roma l’autorizzazione per aprire una Casa alloggio per malati di Aids, in un parco nel centrale quartiere Parioli. Gruppi di residenti protestarono a gran voce contro la decisione e ne chiesero la revoca. Una volta, rivolgendosi a quei cittadini, don Di Liegro disse: “Stiano tranquilli, giacché nove ragazzi moribondi non metteranno in pericolo le loro ricchezze, più che consolidate e fortificate in questa società. Vivono in una contraddizione: vogliono difendere prerogative e privilegi. Verso le loro povere rabbie e le loro frasi offensive provo molta pietà”.

Il ricordo di don Luigi Di Liegro nelle parole dell’attuale direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci:

"È un’eredità importante quella che ho ricevuto, ma che tante volte mi ha sgomentato, perché un modello così alto di prete e di cristiano, che si è impegnato per gli ultimi e per i poveri, è difficile da raggiungere. Questo mi ha comportato, e mi comporta sempre, un impegno di lavoro molto forte per far sì che quello che don Luigi ha pensato e voluto, insieme alla Chiesa di Roma e con la Caritas, possa essere ancora sentito da tutta la Chiesa di Roma".