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Centesimus Annus, il Premio Economia e Società al prof. M. Vogt

Centesimus Annus Pro Pontifice

Centesimus Annus Pro Pontifice

Si è svolta ieri presso il Palazzo della Cancelleria la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Economia e società”, istituito dalla Fondazione Centesimus Annus- Pro Pontifice. Il riconoscimento è stato attribuito al tedesco Markus Vogt, professore di Etica Sociale all’Università di Monaco e autore del libro: “Prinzip Nachhaltigkeit: Ein Entwurf aus theologisch-ethischer Perspektive” (Principio di sostenibilità: Uno studio da una prospettiva teologico-etica). Premiati anche due lavori giornalistici. L’evento si è svolto nell’ambito del Convegno Internazionale “Alternative costruttive in una fase di sconvolgimenti globali”, organizzato dalla Fondazione Centesimus Annus, in corso dal 18 al 20 maggio. Il servizio di Elvira Ragosta:

Ripensare i nessi fra le tre dimensioni essenziali della vita umana che sono tra loro interdipendenti: economia, ecologia e dimensione sociale. Questa la proposta del professor Vogt nel libro vincitore della terza edizione del Premio internazionale che la Fondazione Centesimus Annus attribuisce a opere di carattere economico e sociale che si contraddistinguono per il contributo originale all’approfondimento e all’applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa. Il presidente della Giuria, il card. Reinhard Marx, ha ricordato che sono state più di 50 le opere presentate, provenienti da 12 Paesi e scritte in sei lingue diverse. A presiedere la cerimonia di premiazione il card. Segretario di Stato, Pietro Parolin, che ha a margine dell’incontro si è soffermato ai nostri microfoni:

R. - È un’iniziativa che permette veramente di riflettere, attraverso il contributo di studiosi e soprattutto di giovani studiosi, sulla Dottrina sociale della Chiesa e quindi di dare risposte nuove però fondate sui principi di sempre alle tante necessità, alle tante nuove situazioni che emergono oggi nel mondo. Quindi mi pare che sia un grande contributo che si sta dando proprio per la soluzione in termini di Dottrina sociale cristiana ai problemi che presenta la politica e l’economia.

D. - Economia in era globale e sostenibilità: quali passi per un futuro più rispettoso dell’ambiente e anche sostenibilità e lotta alle diseguaglianze, lotta alla povertà …

R. - Credo che ritorna sempre il principio fondamentale, aldilà delle soluzioni tecniche che saranno conseguenza di questa riflessione, cioè mettere al centro la persona. Questo è il principio della centralità della persona, della sua dignità e dei suoi diritti. Se veramente questo è il punto di partenza attorno a cui ruota tutta la riflessione e tutta l’azione, allora si troveranno anche modalità e mezzi per affrontare, per risolvere questi problemi più specifici.

D. - Lei ha detto che il management aziendale può essere parte di quella rivoluzione della tenerezza di cui parla Papa Francesco …

R. - Sì. Non so esattamente, però è bella l’idea che il Papa convochi tutti, quindi anche gli imprenditori. Coloro che si dedicano al business devono unirsi a questa rivoluzione, senza venir meno ai loro standard. Ma ancora una volta rivoluzione della tenerezza vuol dire evitare che ci siano degli esclusi; che la nostra società sia inclusiva dove tutti vedano rispettati i propri diritti fondamentali e tutti possano vivere con dignità. Quindi credo che gli imprenditori hanno una grossa parte, un grosso ruolo da giocare proprio per far sì che l’economia diventi sociale, inclusiva, a servizio dell’uomo e degli uomini.

D. - Tra pochi giorni a Taormina il G7. I leader si confronteranno, parleranno anche di lotta alle diseguaglianze e lotta alla povertà …

R. - Sì, mi pare che questo sia un tema molto presente nell’Agenda internazionale, naturalmente sarà presente anche al G7. Certamente la globalizzazione ha portato molte persone a superare situazioni di estrema povertà; ora si tratta di fare in modo che questa globalizzazione continui a produrre, anche attraverso opportune e necessarie correzioni, questi benefici a favore di tutti, in modo che nel minor tempo possibile tutti possano davvero vivere una situazione e una condizione degna della loro dignità. I politici sono chiamati poi a fare delle scelte concrete, ma in base a questi principi.

D. – L’azione della politica, ma anche l’azione dell’uomo, del cittadino, del cristiano per un’economia sempre più sostenibile?

R. - Credo appunto che nessuno possa tirarsi indietro. Ora, evidentemente, qui si tratta di crescere soprattutto nelle cosiddette “virtù sociali”, nelle virtù civiche, in modo tale che anche la persona comune possa dare un suo contributo specifico secondo le sue responsabilità, secondo il ruolo che occupa nelle società, alla soluzione di queste problematiche.

L’autore dell’opera vincitrice, il prof. Markus Vogt, è titolare della cattedra di Etica Sociale all’Università di Monaco, si occupa da oltre 20 anni di sostenibilità e ha lavorato anche come esperto di ecologia per il governo tedesco. Vokt ha definito il premio un riconoscimento al lavoro svolto e al futuro lavoro di riflessione e comunicazione che svilupperà sul volume e a proposito del rapporto tra economia, ecologia e dimensione sociale ai nostri microfoni ha aggiunto:

"I think that it is a core question of the future …
Penso che la tematica centrale per il futuro della nostra società sia l’interazione tra economia, ecologia e giustizia sociale. Quindi è necessario un principio di sostenibilità. Penso che dobbiamo includere la sostenibilità all’interno della Dottrina sociale cattolica".

Per la sezione speciale del premio dedicata  ai lavori giornalistici, i riconoscimenti sono andati a padre Dominique Grenier, autore del blog: “La doctrine sociale sur le fil” sul sito del giornale francese "La Croix" e al giornalista tedesco Burkhard Schafers, autore di un programma radiofonico dedicato alla figura di Oswald von Nell-Breuning, uno dei grandi protagonisti della Dottrina sociale della Chiesa del Novecento. La cerimonia di premiazione è stata anche un’occasione per riflettere sul tema della Dottrina Sociale della Chiesa in era digitale, su cui ha relazionato suor Helen Halford, Vice Decano della facoltà di Scienze sociali alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, che sull’importanza delle nuove tecnologie ai nostri microfoni ha aggiunto:

"Queste tecnologie ormai sono fondamentali nella società. Quindi la Chiesa non può farne a meno. Il mondo ha bisogno della voce della Chiesa e tante persone, anche coloro che oggi ricoprono posizioni importanti, chiedono, cercano, una voce che possa guidare a livello etico tutti questi cambiamenti. Quindi la Chiesa ha un grande ruolo; forse oggi ancora più grande che in passato".