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Iran al voto: sfida tra moderati e conservatori, favorito Rohani

Iraniani in fila per le elezioni presidenziali - AFP

Iraniani in fila per le elezioni presidenziali - AFP

Urne aperte in Iran per l’elezione del nuovo presidente. Favorito per un secondo mandato di quattro anni, il presidente in carica Hassan Rohani, che sfida altri tre candidati, in particolare il conservatore Ebrahim Raisi. Oltre 54 milioni gli iraniani chiamati al voto che si concluderà alle 18 ora locale. Domani i primi risultati, se nessuno dei candidati otterrà più del 50 per cento dei voti, è previsto il ballottaggio la prossima settimana. Il servizio di Adriana Masotti:

Un'alta affluenza alle urne rafforzerà l'autorità della nazione iraniana e la sua sicurezza, inoltre aprirà la strada al progresso del Paese. Lo ha detto stamattina, esortando al voto, il religioso moderato candidato e presidente in carica Rohani. Degli oltre 56 milioni di aventi diritto al voto in Iran, 1,3 milioni voteranno per la prima volta e sempre oggi votano anche gli iraniani all'estero, in 102 Paesi. Da parte sua lo sfidante numero uno, Raisi, religioso dalla linea dura ed ex procuratore vicino alla Guida suprema della Repubblica islamica, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha detto che accetterà i risultati delle elezioni e rispetterà la volontà popolare. Rohani si presenta forte dell’accordo sul nucleare iraniano raggiunto due anni fa con il Gruppo dei 5+1, ma non mancano le critiche a riguardo. Emanuela Campanile ne ha parlato con Stefano Silvestri, dell’Istituto Affari internazionali:

R. – Sembra essere il favorito. Sicuramente, l’economia iraniana sta migliorando grazie alla diminuzione delle sanzioni e alla maggiore cooperazione internazionale. Però il grosso problema interno iraniano, che è quello della disoccupazione, non sembra ancora essere stato influenzato in maniera determinante e quindi hanno un po’ gioco le critiche da destra che dicono: abbiamo rinunciato alla bomba atomica, abbiamo rinunciato al programma nucleare avanzato, però non abbiamo ottenuto nulla in cambio, non abbiamo ottenuto quello che ci avevi promesso.

Al di là dell'economia e del problema del lavoro, come si presenta la società iraniana oggi? Ascoltiamo, ancora a microfono di Emanuela Campanile, Pejman Abdul Mohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all’Università di Genova:

R. -  Sicuramente la società iraniana non è un monolite, esprime varie idee e una cosa caratterizzante di questa società è il fatto demografico: noi abbiamo circa 50 milioni sotto i 40 anni e questo è un fatto molto importante. E’ una gioventù che cerca sviluppo e progresso e l’ha mostrato in varie elezioni e situazioni. E sul piano socioculturale possiamo dire che sebbene all’interno di una repubblica islamica, quindi con un’appartenenza religiosa, penso che in questo momento nel Medio Oriente la società iraniana sia quella più laica e quella che chiede più la separazione della religione dalla politica.