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Venezuela: sanzioni Usa a Corte suprema, Mosca appoggia Maduro

Manifestazioni a Caracas - AFP

Manifestazioni a Caracas - AFP

In Venezuela non si fermano le proteste contro il presidente Maduro: ieri un altro giovane è morto negli scontri. E mentre gli Stati Uniti varano sanzioni contro la Corte suprema venezuelana, la Russia dà il suo appoggio al regime. Da parte loro, i vescovi dicono no alla riforma della Costituzione. Il servizio di Sergio Centofanti:

Un giovane studente di medicina e volontario della Croce Rossa ha perso la vita nelle proteste a Maracaibo, la seconda città del Venezuela. Salgono così a 51 le vittime degli scontri dall’inizio delle manifestazioni, un mese e mezzo fa. Il governo ha inviato 2600 militari a Tachira, nel sud ovest del Paese, mentre a Caracas migliaia di dimostranti sono scesi ancora in piazza.

A livello internazionale, c’è un braccio di ferro a distanza tra Stati e Russia. Washington ha imposto sanzioni su otto giudici della Corte Suprema venezuelana, responsabili della sentenza, poi annullata, di esautorare il parlamento, decisione che ha innescato le violenze. Il presidente americano Trump ha detto che farà il possibile per aiutare una popolazione allo stremo, senza più cibo e medicine.

Invece, il presidente russo Putin, parlando telefonicamente con Maduro, ha dato il sostegno di Mosca al regime socialista affermando il diritto del popolo venezuelano a scegliere il proprio destino senza interferenze esterne.

Infine, i vescovi hanno detto di no alla proposta governativa di assemblea costituente: il Paese – hanno sottolineato – non ha bisogno di riformare la Costituzione ma di portarla a compimento. No dunque a qualsiasi cancellazione dello stato di diritto.