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Parolin scrive a presidente Messico su prevenzione disastri naturali

Il cardinale Parolin e il presidente messicano in un incontro del 2014 - REUTERS

Il cardinale Parolin e il presidente messicano in un incontro del 2014 - REUTERS

Una collaborazione fondata sul bene comune per ridurre i rischi provocati dai disastri naturali. La chiede il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, in una Lettera resa nota oggi e inviata al presidente del Messico, Enrique Peña Nieto. Il capo di Stato messicano, infatti, presiede la Piattaforma Globale 2017 per la riduzione dei rischi da disastri, in corso a Cancun fino a domani. L’incontro è stato organizzato dal governo messicano, dall’Organizzazione Metereologica Mondiale e dall’Unisdr, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri. Il servizio di Debora Donnini:

Prevenzione, formazione, coinvolgimento delle comunità locali più povere. In sostanza, per ridurre i rischi da disastri naturali, serve una fraterna collaborazione fondata sul bene comune. E’ l’auspicio che, a nome di Papa Francesco, il cardinale Pietro Parolin rivolge alla Piattaforma Globale 2017, assicurando che in questa prospettiva la Santa Sede è pronta ad offrire il proprio contributo. Nella sua Lettera al presidente messicano, il porporato sottolinea tre aspetti centrali.

Prima di tutto nel campo della prevenzione, ci sono strumenti di allerta, che possono ridurre la perdita di vite umane. Bisogna gestire meglio, ad esempio, l’acqua, risorsa preziosa ma anche tra le principali cause dei disastri. E ancora si chiedono strumenti educativi, che possano promuovere a livello locale e globale una “vera e propria cultura” per la riduzione di tali rischi.

Bisogna, poi, coinvolgere soprattutto le popolazioni più povere, cioè le più vulnerabili, nei processi educativi e di condivisione della conoscenza. E’ necessario anche concentrarsi sulla ricostruzione non solo materiale ma anche umana e spirituale.

Il terzo aspetto riguarda la capacità di mobilitazione delle comunità locali, tra cui le popolazioni indigene. Molto importanti sono le tradizioni religiose e culturali come fonti per la resilienza, cioè per dare la capacità di affrontare un evento traumatico.

Si cercano, dunque, soluzioni innovative ma per attuare questi tre documenti serve “un cambiamento di mentalità e di stili di vita”, sottolinea il cardinale Parolin. Quando, infatti, si prende in considerazione, il futuro dell’umanità, non si parla solo di questioni tecniche ma di valori, di solidarietà, aspetti che chiamano causa il bene dell’intera famiglia umana.  I disastri non sono, infatti, sono quelli naturali ma anche quelli derivanti da crisi sociali, ricorda il porporato richiamandosi alla Laudato sì.

L'appuntamento della Piattaforma Globale rappresenta una tappa importante per concretizzare tre Piani di Azioni del 2015: il Sendai Framework per la riduzione dei rischi da disastri 2015-2030, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Un percorso che ha tra le sfide principali “l’integrazione delle attività per la riduzione dei rischi da disastri con quelle per lo sviluppo umano integrale”, per la lotta alla povertà, all’esclusione sociale, per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la loro mitigazione.