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Viganò a Cannes: il cinema, strumento per raccontare la speranza

Mons. Dario Edoardo Viganò - ANSA

Mons. Dario Edoardo Viganò - ANSA

“L’urgenza di un racconto di speranza”: è quella che predomina nel mondo di oggi e che il cinema deve e sa intercettare. Questo il punto focale dell’intervento di mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, presente oggi a Cannes, in occasione dell’evento “Spiritualité et cinéma”. L’incontro è stato promosso nell’ambito del “Festival sacré de la beauté” che si svolge durante la 70.ma edizione del Festival del cinema di Cannes.

Il cinema apre squarci di luce nell’orizzonte
“Il cinema – ha sottolineato mons. Viganò - ha un ruolo sociale significativo, come mezzo e soprattutto come arte, ovvero è in grado di raccontare la realtà, mostrandola da vicino, addentrandosi nelle pieghe carsiche del vivere dell’uomo, senza sottrarsi a sguardi complessi o problematici”. Al contempo, la così detta “settima arte” è in grado anche di farsi portatrice  “di una visione altra, di aprire nell’orizzonte squarci di luce”. Questo perché, ha spiegato il Prefetto, “il cinema è riuscito persino a spingersi sulle tracce dell’invisibile, di Dio, a cogliere manifestazioni della Sua misericordia nella storia dell’uomo”

Raccontare storie secondo la logica della “buona notizia”
Di qui, il richiamo al quello “sguardo estroverso del cinema”, che implica “un guardare che tiene con sé, vivo ai bordi dell’immagine, quello che non si vede; esso ci mostra i propri confini e si (ci) spinge a oltrepassarli”. Ricordando, poi, alcuni registi di rilievo come De Sica, Fellini, Bresson, Loach e i fratelli Dardenne, mons. Viganò ha fatto eco alle parole di Papa Francesco che, nel suo messaggio per la 51.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, evidenzia l’importanza di “comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Un richiamo, ha detto il Prefetto, “a tutti gli operatori dei media e dell’informazione, della comunità tutta” affinché si facciano “promotori di un racconto vero e onesto, senza omettere fiducia nell’oggi e nel domani”. Soprattutto – e questo è il compito primario del cinema – ad offrire al mondo contemporaneo storie “contrassegnate dalla logica della buona notizia”. (I.P.)