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Totti e l'Olimpico in lacrime per una storia lunga 25 anni

L'addio al calcio di Francesco Totti. Stadio Olimpico di Roma 28 maggio 2017 - REUTERS

L'addio al calcio di Francesco Totti. Stadio Olimpico di Roma 28 maggio 2017 - REUTERS

Il pianto 

"Dobbiamo ammettere che lo sport, il calcio, non è giocato da macchine ma da persone". Per don Alessio Albertini, Consulente ecclesiatico del Centro Sportivo Italiano, si tratta di persone "fatte di emozioni, emozioni che muovono questa grande passione di giocare. E' un bel messaggio per ricordarci la bellezza dello sport".

"Si spenge la luce. Ora ho paura (Totti ai tifosi) 

"Un giocatore ha sempre allenata la paura. Immagino quante volte Totti l'abbia sperimentata calciando magari un rigore al 90.mo. La paura torna sempre. Anche nel momento dell'addio. Ora, ha detto il capitano della Roma ai tifosi, non vedrò più voi, che al di là della rete esultate con me, ma vedrò solo il buio". "Totti è un ragazzo che ha vissuto una vita sempre organizzata, sveglia, ritiro, allenamenti, campo, riposo. Ora si deve re-inventare la vita, una nuova vita. Non ci sono più gli allenamenti. Una paura che vuole affrontare con la moglie ed i suoi tre figli. Da qui si riparte per affrontarla". 

"Il pallone calciato in curva"

"Si tira il pallone in curva, prosegue don Albertini del CSI, per guadagnare tempo". "Ma è anche il segno della festa. Una festa che Totti ha voluto condividere con i tifosi, 70mila ieri all'Olimpico per salutarlo. Un ultimo calcio allo stadio dove quel pallone è una storia che continua, una passione che si condivide con i tifosi e la storia, insieme"

Totti, ultimo romantico del calcio?

Credo e spero che ci possano essere tante persone. Penso e sono convinto che ci sia ancora qualcuno che crede come la passione del pallone non sia  legata solo al marketing.  

Il capitano bambino

"Un testimone di speranza per i giovani. Ha passato al piccolo Matteo, 11 anni, capitano dei pulcini della Roma, l'idea di un calcio fatto non solo di tattica ma anche di poesia. E' stata una bella immagine. Le generazioni continuano quiando qualcuno trasmette le cose importanti della vita. Il calcio non si ferma, come non si ferma la vita. Totti ha fatto vincere, appassionare, piangere. E' stato un grande campione e un grande uomo. Spero che questo ragazzino sia all'altezza, magari non diventerà un grande campione ma sarà un grande uomo. Naturalmente, gli auguro ogni bene per la sua carriera sportiva". 

Con noi Carlo Nesti, giornalista e scrittore e mons. Melchor Sànchez De Toca, Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura


(Luca Collodi)