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Società \ Famiglia

Le Famiglie cattoliche d'Europa incontrano il Papa

Il logo della Fafce - RV

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Nell’anniversario del ventesimo di fondazione, la Federazione europea delle Associazioni familiari cattoliche, giovedì prossimo, primo giugno, incontra Papa Francesco: un’udienza privata, centrata sul valore della famiglia e sulle sfide di fronte alle quali l’Europa la pone. Francesca Sabatinelli :

Associazioni di 14 Paesi europei a comporla, presente e attiva presso il Consiglio d’Europa, la Conferenza delle Ong internazionali e la piattaforma dell’Ue per i diritti fondamentali: la Fafce, Federazione europea delle Associazioni familiari cattoliche, spegne le venti candeline a Roma. Un anniversario diviso in tre giorni di riflessione, di incontri, che vedrà, soprattutto, la tanto attesa udienza privata con il Papa, dal quale la Fafce trae incoraggiamento e fiducia e al quale la Federazione intende mostrare tutta la sua gratitudine, anche per la Amoris laetitia e per la Laudato si’. Alla vigilia dell’incontro con Francesco, la consacrazione solenne alla Vergine Maria nella festa della Visitazione, nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Nicola Speranza è il responsabile relazioni internazionali della Fafce:

R. - Il fatto stesso di essere ricevuti in udienza dal Santo Padre è un grande segno di incoraggiamento ed è quello di cui abbiamo bisogno in questo momento, momento in cui spesso la famiglia sembra quasi considerata un fardello, un peso, anche a livello politico, non soltanto educativo e culturale. E’ anche al centro di questo pontificato, si vede come il Papa abbia voluto dare importanza alla famiglia. Andiamo quindi dal Papa portandogli la nostra esperienza, l’esperienza della testimonianza quotidiana della bellezza della famiglia di fronte ad una realtà che spesso, dobbiamo dire, si dimostra ostile alla famiglia stessa. C’è spesso un discorso antieuropeo che si sviluppa, a torto o a ragione, ma quello di cui spesso ci dimentichiamo è che chi prende le decisioni a Bruxelles o a Strasburgo sono i rappresentanti degli Stati e chi sceglie i rappresentanti degli Stati siamo noi. Di qui l’importanza delle famiglie di essere consapevoli del loro ruolo come attori politici, con il voto in primis e tramite le associazioni famigliari. In Italia, per esempio, c’è il Forum delle associazioni famigliari, che sta facendo un grande lavoro di presa di coscienza e di dialogo con tutta la classe politica rispetto alla tematica dell’inverno demografico, della questione della denatalità e del bisogno urgente che l’Italia ha di sostenere le proprie famiglie.

D. - Quanto è difficile far passare il messaggio ‘famiglia’ alle istituzioni europee?

R. -  E’ certamente molto più difficile. Direi quasi che se ci sono molte difficoltà a livello nazionale, queste difficoltà sono quintuplicate a livello europeo, anche perché l’Unione europea è stata, nel pensiero dei padri fondatori, pensata come un’unione di pace ma poi nei fatti si è sviluppata pian piano come una realtà meramente economica e questo impedisce di fare quel passo oltre, che permette di pensare all’Unione europea, all’Europa, come una famiglia di nazioni. E’ un po’ questo il modello. Si parla sempre del modello della famiglia in tante questioni antropologiche, dibattiti talvolta molto ideologici, ma noi quello che vogliamo fare è proporre la famiglia come modello, la famiglia come modello delle relazioni all’interno degli Stati ma anche tra gli Stati. Questa è un po’ la proposta che poi si concretizza parlando di politiche serie a favore della famiglia, ma anche di relazioni tra gli Stati se pensiamo all’Europa come a una famiglia di famiglie.